La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Khamenei, ha diffuso il suo primo messaggio al popolo iraniano dopo la firma del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti. “Come sapete, è stato firmato un memorandum d’intesa tra i Presidenti dell’Iran e degli Stati Uniti. È stato il Presidente degli Stati Uniti, per debolezza e necessità, a utilizzare tutti i mezzi disponibili per raggiungere questo obiettivo”, ha affermato. “Avevo un’opinione diversa riguardo al memorandum d’intesa – ha proseguito Khamenei – ma ho dato la mia approvazione considerando l’impegno che il Presidente Pezeshkian mi ha assunto per preservare i diritti del popolo iraniano e del fronte della resistenza”
Riprende gradualmente il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, dopo la firma dell’accordo tra Stati Uniti e Iran. I dati dei siti di monitoraggio segnalano 24 imbarcazioni in transito giovedì e 26 passaggi registrati nella giornata di mercoledì, con una forte presenza di mercantili e petroliere iraniani, di Panama e delle Comore. Il flusso complessivo resta comunque ancora lontano dai livelli normali del mese di giugno.
Iran: nei prossimi 60 giorni nessun pedaggio a Hormuz
Il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano ha dichiarato che l’Autorita’ dello Stretto del Golfo Persico è stata incaricata di rilasciare nel piu’ breve tempo possibile i permessi alle navi commerciali che desiderano transitare nello Stretto di Hormuz. Secondo una dichiarazione diffusa dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, alla dirigenza dell’autorita’ e’ stato ordinato di elaborare e rispondere alle richieste con rapidita’ e priorità al fine di raggiungere gli obiettivi del memorandum. “Per 60 giorni, non verrà addebitata alcuna commissione ai richiedenti”.
La bozza prevede anche il downblending dell’uranio arricchito sotto supervisione Aiea, ma restano da definire modalità, tempistiche e poteri degli ispettori internazionali. Altro punto critico è il contesto regionale, in particolare il Libano, dove le tensioni con Israele, e con Benjamin Netanyahu, e il ruolo di Hezbollah rischiano di incidere sui colloqui. Infine, la questione economica. Forse la più problematica. Teheran chiede lo sblocco immediato dei beni congelati all’estero e la revoca delle sanzioni entro i primi 30 giorni. Trump, invece, lega le concessioni economiche ai progressi sul dossier nucleare, sostenendo che verranno concesse solo in una fase successiva. Resta inoltre aperta la questione del presunto fondo da 300 miliardi per la ricostruzione, su cui non ci sono chiarimenti. Anzi, in serata il presidente Usa ha bollato il pagamento miliardario all’Iran «fake news». Insomma, un equilibrio complesso, che sarà al centro dei 60 giorni di negoziato appena iniziati.





