Cultura

La bella addormentata, uno dei capovalori musicati da Tchaikovsky

Nella rubrica settimanale Passi di danza parleremo dell’opera “La bella addormentata”, uno dei tre balletti resi celebri dalle musiche del compositore russo Tchaikovsky.

Tchaikovsky, l’origine del balletto classico di “La bella addormentata”


La bella addormentata balletto Tchaikovsky photo credits wikipedia
La bella addormentata

La bella addormentata” è il secondo in ordine cronologico dei tre celebri balletti musicati da Tchaikovsky, ovvero “Il lago dei cigni” e “Lo schiaccianoci”.
Il libretto di quest’opera è stata voluto alla fine del 1800 dall’allora rappresentante e sovraintendente del Teatro Imperiale di San Pietroburgo. La prima rappresentazione è avvenuta il 15 gennaio 1890.
La proposta di allestire un nuovo balletto era venuta proprio al direttore dei teatri di Mosca, che ha proposto al compositore Tchaikovsky di allestire una nuova opera basata ispirata alla fiaba di Charles Perrault intitolata “La bella addormentata”.
Il balletto classico è composto da un prologo, seguito da tre atti:
Durante il prologo si svolge la festa di battesimo della principessa Aurora, durante la quale la fata Carabosse lancia un malvagio sortilegio contro la bambina e l’interno regno. Nel primo Atto la principessa cade vittima di un sonno profondo, dopo essersi punta con un fuso, così come aveva predetto la fata. Durante il secondo atto il principe Desire raggiunge il castello della principessa. Nel conclusivo terzo atto la maledizione cessa di esistere grazie al bacio tra il principe e la principessa.

Alcuni aneddoti riguardo la creazione musicale di Tchaikovsky su quest’opera. Uno di questi riguarda la stretta collaborazione tra il compositore e il coreografo Marius Petipa. Infatti quest’ultimo ha contribuito in modo significativo non soltanto all’allestimento delle scene, ma anche a intervenire sulle musiche di Tchaikovsky, che accettava volentieri alcuni consigli come stimoli importanti per la a sua attività. Uno spunto di diatriba tra i due ha invece riguardato la variazione di Aurora “Vision Pas d’action”, che secondo Petipa, si doveva adattare alla prima ballerina Carlotta Brianza.

Sonia Faseli

Segui su Google News

Back to top button