Le forze armate russe sono sul punto di conquistare la città di Pokrovsk, snodo cruciale del Donetsk, dove i militari ucraini avrebbero riferito a Cnn di essere “quasi circondati” dalle truppe nemiche. Se così fosse, per Vladimir Putin si tratterebbe di una vittoria simbolica, la più grande per Mosca, perseguita da 21 mesi, ad un costo molto pesante, soprattutto in termini di perdite di soldati in battaglia. Volodymir Zelensky elogia la resistenza delle truppe aviotrasportate, ma la situazione sul terreno resta critica. Nella notte, i sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e abbattuto 44 droni ucraini, 43 dei quali nella regione di Bryansk e uno nella regione di Rostov, riferisce il ministero della difesa russo, proprio mentre l’aeronautica militare ucraina ha segnalato massicci raid russi con droni, in particolare su Chernihiv, Dnipropetrovsk, Donetsk e Sumy.

Diverse regioni hanno annunciato interruzioni di emergenza della corrente elettrica e della fornitura idrica. Anche a Kiev. La compagnia nazionale del gas ha segnalato danni ai suoi impianti di riscaldamento per i residenti, nel “nono grave attacco di questo tipo dall’inizio di ottobre”. Anche le reti ferroviarie hanno subito rallentamenti.

Mosca ha affermato di aver preso di mira “aziende all’interno del complesso militare-industriale ucraino e impianti di gas ed energia che supportano le loro operazioni”. Sul fronte di Pokrovsk i combattimenti all’interno della città si sono intensificati negli ultimi giorni, dopo che le truppe russe vi sono riuscite a infiltrarsi. Nella regione sarebbero 170mila i soldati russi schierati. Deepstate, la mappa open source della linea del fronte gestita dall’Ucraina, ha confermato l’avanzata russa, anche se le forze di difesa ancora non sono completamente isolate. Lo stesso vale per un altro fronte caldo, la città di Kupiansk, snodo ferroviario nel Kharkiv. Riguardo a Pokrovsk gli analisti ricordano che questa località ha perso da tempo la sua funzione di hub logistico ucraino nel Donbass, perché gli incessanti attacchi russi hanno costretto Kiev a trovare rotte di rifornimento alternativo.

Vladimir Putin vuole conquistare la città Pokrovsk a tutti i costi

Vladimir Putin vuole conquistare la città di Pokrovsk e lo ha detto a più riprese, per ottenere una grande vittoria sul campo che manca dal 2023. Anche ad un costo altissimo in termini di vite umane tra le sue truppe. Nel frattempo in Russia è ricomparso Serghiei Lavrov, assente in un’importante seduta del Consiglio di Sicurezza nazionale mercoledì scorso, tanto da alimentare speculazioni sul fatto che fosse caduto in disgrazia.

“Mosca non ha ricevuto alcuna spiegazione da parte di Washington, attraverso i canali diplomatici, in merito alle dichiarazioni di Trump sulla ripresa dei test nucleari”, ha spiegato il longevo ministro degli Esteri in una dichiarazione ripresa dall’agenzia Tass. Il capo della diplomazia russa, che secondo alcune ricostruzioni giornalistiche sarebbe stato accusato dal Cremlino di aver fatto saltare con la sua “intransigenza” il vertice Putin-Trump a Budapest, ha glissato sulla sua assenza alla riunione del Consiglio di sicurezza. Limitandosi a riferire che le “istruzioni” date dal presidente in quella occasione, sulla risposta da dare ai test americani, “sono state recepite e sono in fase di elaborazione”.