La Commissione Europea ha ordinato la perquisizione della sede europea dell’e-commerce cinese Temu, che si trova a Dublino, in Irlanda. La decisione arriva nell’ambito di un’indagine circa possibili violazioni delle norme comunitarie riguardo alle sovvenzioni ricevute da Paesi extraeuropei, in questo caso specifico dalla Cina.
L’organo esecutivo dell’Unione ritiene che la piattaforma abbia violato il Regolamento UE in materia, che permette di indagare le aziende che traggono vantaggi competitivi da finanziamenti governativi. La notizia del possibile intervento negli uffici irlandesi di Temu era trapelata mercoledì, ed è stata confermata ieri da un portavoce ufficiale della Commissione.
I precedenti tra Temu e l’Unione Europea
Temu è di proprietà della PDD Holdings, la società digitale cinese proprietaria del già affermato e-commerce Pinduoduo, che vanta centinaia di milioni di utenti in Cina; non è altro che la versione pensata per il mercato occidentale.
Già lo scorso anno la Commissione Europea, attualmente presieduta da Ursula von der Leyen, aveva avviato un’indagine contro il sito. In quel caso, il problema riguardava la vendita di prodotti illegali sull’app, ovvero di oggetti non a norma secondo le leggi europee, tra i quali dispositivi elettronici e giocattoli. In quell’occasione, su Temu pendeva l’accusa di non aver rispettato il Digital Services Act. Si tratta della norma che regolamenta il funzionamento delle piattaforme online all’interno dell’UE.
Federica Checchia





