Il vocabolario Treccani definisce la gamification come: «s. f. inv. Utilizzo di meccanismi tipici del gioco e, in particolare, del videogioco (punti, livelli, premi, beni virtuali, classifiche), per rendere gli utenti o i potenziali clienti partecipi delle attività di un sito e interessarli ai servizi offerti». Sulle pagine di METRONERD avevamo già accennato al concetto di mischiare vita reale e videogiochi. In questo articolo, invece, ci piacerebbe analizzarne l’impatto sulla nostra vita quotidiana digitale.
Gamification e videogiochi
La gamification, provenendo dall’universo dei videogiochi, è molto sviluppata nei casinò online, dove tutti i migliori casinò con bonus senza deposito immediato, segnalati da SiGMA, offrono al giocatore la possibilità di provare il proprio sito senza un iniziale esborso economico, premiandolo con un sistema di promozioni e bonus. A questo punto il giocatore ha poi davanti a sé la possibilità di continuare sul sito prescelto o di provarne altri. Il bonus senza deposito immediato è, infatti, solo una delle tante promozioni offerte dai siti di giochi online e tra i più comuni troviamo quello di benvenuto, i free spin o il cashback. Nell’intrattenimento online, la gamification ha dimostrato di essere particolarmente efficace perché riesce a integrare sfide a ricompense visibili, soddisfacendo il desiderio dei giocatori di ottenere risultati tangibili e motivandoli a tornare.
Vita quotidiana e intrattenimento digitale
Cerchiamo ora di capire se la gamification risulta altrettanto efficace in altri ambiti. Partiamo da un sito di e-commerce (nato non come un sito di svago, ma che ha trasformato l’esperienza d’acquisto in una vera e propria partita online): Temu. Questa app è ormai a tutti gli effetti un esempio di come i bonus e le ricompense, tra un jingle e un giro di ruota, mantengano alto l’interesse dell’utente.
La gamification può essere considerata solamente una tecnica di marketing? In realtà, appare evidente che si sia evoluta in un vero e proprio sistema operativo, efficace anche nel processo di apprendimento. Per esempio, l’app Duolingo, quella col simpatico gufetto verde, ha fatto della gamification la propria bandiera. Questa applicazione si basa sulla stessa struttura dei giochi free-to-play con ricompense, reminder, punti e sfide con altri utenti. Per esempio, la funzione “slancio”, che tiene il conto di quanti giorni di fila si usa l’app, togliendo punti allo studente se salta un giorno, è molto simile al concetto dei punti persi nei videogiochi come League of Legends. Un altro esempio è l’idea delle vite: a ogni errore il gufetto muore e quando si resta senza vite la partita finisce a meno che non si acquisiscano altri punti aprendo forzieri o utilizzando i punti raccolti in precedenza. Un videogioco a tutti gli effetti!
Cosa ci aspetta?
Si potrebbe concludere che la gamification stia entrando nella nostra vita digitale anche al di fuori del mondo dei videogiochi. Grazie a questo processo l’interazione umana e il meccanismo del gioco si fondono, regalando un’esperienza divertente. Forse il prossimo passo sarà l’introduzione dell’intelligenza artificiale in questo ambito? Chissà, intanto godiamoci la leggerezza di poter imparare una nuova lingua divertendoci.





