LA LA Land: la rinascita di Los Angeles in NBA

Dopo anni di fortune alterne, ora entrambe le franchigie losangeline hanno le carte in regola per puntare al titolo.

Los Angeles Clippers: da eterni ultimi a favoriti

Paul in azione nella sua ultima stagione a Los Angeles
Paul in azione nella sua ultima stagione in maglia Clippers
(Credits to: nba.com)

Storicamente, la franchigia nata nel 1978, inizialmente a San Diego e poi spostatasi nella città degli angeli, dalle ceneri dei Buffalo Braves è sempre stata una delle “barzellette” della Lega per i suoi scarsi risultati e per il paragone pesante con gli spesso vincenti “cugini” dei Lakers, ma negli ultimi anni il trend è cambiato grazie alla grande trade che portò Chris Paul in California nel 2011. Nonostante l’arrivo di CP3 e l’esplosione di giovani come Griffin e Jordan, i Clippers si sono sempre fermati prima del previsto, non riuscendo mai ad andare oltre alle semifinali di Conference.

Uno dei tanti fotomontaggi apparsi in rete che raffigura Leonard e George con la loro nuova divisa nell'avventura a Los Angeles
Uno dei tanti fotomontaggi apparsi in rete che raffigura Leonard e George con la loro nuova divisa
(Credits to: clutchpoints.com)

Visti i continui insuccessi, la nuova dirigenza insediatasi 2 anni fa e guidata da Jerry West, ha deciso di rivoluzionare tutto il roster, spendendo Paul a Houston e Griffin a Detroit e liberandosi del pesante contratto di Jordan. In molti pensavano che i “Velieri” stessero andando incontro ad una lunga ricostruzione, ma così non è stato: le acquisizioni di Gallinari e Harris hanno garantito spaziature perfette all’attacco di coach Rivers e il netto passo in avanti di Williams e Harrell dalla panchina ha fornito ogni sera l’energia necessaria alla squadra per arrivare decima ad Ovest nel 2018 con un record comunque positivo e di raggiungere i Playoff nell’ultima stagione, sorprendendo tanti addetti ai lavori per il livello di competitività anche nel palcoscenico più importante.

In questa Free-Agency è poi arrivato il vero e proprio miracolo di “The Logo”, che ha convinto Leonard, fresco MVP delle Finals con la maglia di Toronto, a firmare per i Clippers ed ha poi imbastito uno scambio con i Thunder per George, che è tornato nella “sua” Los Angeles in cambio di Gallinari, Gilgeous-Alexander e 5 prime scelte future, andando a formare uno dei tandem più forti della NBA (Per scoprire le 8 coppie più forti del basket d’oltreoceano, clicca qui).

Los Angeles Lakers: ritorno allo Showtime?

James e Ball durante la travagliata scorsa stagione dei Los Angeles Lakers
James e Ball durante la travagliata scorsa stagione
(Credits to: sportingnews.com)

I “primi” di Los Angeles, i Lakers, invece hanno un passato di strabilianti vittorie (Sono secondi ogni epoca con 16 titoli NBA conquistati), ma negli ultimi tempi hanno faticato e non poco, tant’è che i Playoff mancano da 6 anni. L’anno scorso, con l’arrivo di LeBron James alla corte del duo Johnson-Pelinka (Per saperne di più sulla mossa del Re, clicca qui), in tanti si aspettavano un’immediata rinascita dei gialloviola, ma a causa di poco affiatamento in campo, dettato soprattutto dai tanti infortuni di tutti i membri del quintetto di coach Walton, il record è stato negativo e alla fine della Regular Season l’ottavo posto della Western Conference, l’ultimo valido per la qualificazione ai Playoff, era distante ben 11 partite.

Davis in posa con la sua nuova maglia dei Los Angeles Lakers tra Rob Pelinka e Frank Vogel
Davis in posa con la sua nuova maglia tra Rob Pelinka e Frank Vogel
(Credits to: lakersoutsider.com)

Data la necessità di tornare subito a competere, voluta dalla tifoseria e dalla proprietà, quest’estate c’è stato uno scossone a livello dirigenziale con Magic Johnson che ha rassegnato le dimissioni e con Walton che è stato rimpiazzato da Frank Vogel, ex allentore di Indiana. Ciò ha portato Rob Pelinka ad avere quasi pieni poteri ed è riuscito, dopo mesi di corteggiamento e di offerte rispedite al mittente durante la scorsa stagione, ad aggiudicarsi Anthony Davis (Per sapere di più sulla corsa all’ex-Pelicans dello scorso anno, clicca qui).

Per il lungo All-Star i Lakers hanno dovuto rinunciare a tanti giovani e a tante prime scelte future, a tal punto che nel momento in cui la trade è stata ufficializzata, il roster per la stagione 2019-2020 vedeva presenti soltanto James, Kuzma e Davis. Nonostante ciò, la presenza di due superstar di quel calibro ha attirato tanti altri comprimari e, oltre alle conferme di Rondo, Caldwell-Pope e McGee, i Lakers hanno messo sotto contratto Danny Green, laureatosi campione NBA a Giugno, e hanno puntato sulla voglia di riscatto di Avery Bradley e DeMarcus Cousins, due giocatori in passato fondamentali, anche se in modo diverso, per le loro rispettive squadre, ma che potranno senza dubbio dare una grossa mano ai due nuovi consoli della Los Angeles gialloviola.

LA: ci sarà il lieto fine?

I due nuovi roster delle franchigie losangeline sono nell’élite della NBA e in tanti sognano una finale di Conference disputata tutta ad LA, ma solo il tempo ci dirà se tutti i pezzi finiranno al posto giusto per entrambe le compagini che, come nel film di Damien Chazelle vincitore di 6 premi Oscar, sperano di vivere un sogno, ma senza il finale dolceamaro.

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