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La Lipu lancia una Web App per aiutare gli animali selvatici

Non è raro imbattersi in animali apparentemente in difficoltà e che i cittadini più sensibili non tardano a soccorrere, soprattutto quando inizia la primavera e i piccoli scendono dal nido. Rondini, merli, rondoni e gabbiani sono solo degli esempi. Ma non sempre questi hanno bisogno di essere soccorsi e le buone intenzioni delle persone a volte non fanno bene all’animale, che magari si trova nel periodo di svezzamento ed è ancora sotto le cure dei genitori. Per questo motivo la Lipu ha creato una Web App per aiutare i cittadini a fare la cosa migliore per l’animale.

Lipu – Photo Credits Parmapress24

Animaliferiti.lipu.it

Ogni anno vengono soccorsi e portati nei centri di recupero decine di migliaia gli uccelli e altri animali selvatici, tra cui specie a rischio o protette. Questi vengono ricoverati dalla Lipu e altre organizzazioni al fine di curarli e restituirli alla libertà. Spesso però il passo più importante lo fanno i cittadini che trovano l’animale in difficoltà, per questo motivo è importante che sappiano come comportarsi.

Animaliferiti.lipu.it nasce, con il contributo della Nando and Elsa Peretti Foundation, proprio a questo fine: aiuta a riconoscere il tipo di animale, le difficoltà in cui versa, a capire se raccoglierlo o meno, il pronto soccorso e l’alimentazione di emergenza, cosa non fare e, soprattutto, il centro di recupero più vicino al quale portarlo tra i 90 indicati nell’app.

Quanti animali vengono soccorsi ogni anno

Nel comunicato stampa, datato 10 maggio 2022, la Lipu dichiara che solo nel corso del 2021 si è presa cura di oltre 32mila animali selvatici. Inoltre, si è trovata a rispondere a 107.018 richieste da parte dei cittadini sul tema della cura e della protezione degli animali feriti.

Per questo motivo richiede che venga creata una cabina di coordinamento tra le regioni italiane sul recupero della fauna selvatica, ma anche che venga stilato dal Ministero della Transizione Ecologica un regolamento contenente delle linee guida nazionali. Chiede poi la nascita dell’Operatore del recupero, con patentino rilasciato da Ispra, in supporto a veterinari e tecnici esperti, un fondo nazionale per il recupero della fauna ad integrazione dei fondi regionali e infine l’utilizzo di un database unico per tutti i centri recupero, con raccolta ed elaborazione dei dati.

Martina Cordella

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