Ha fatto il giro del mondo, nelle ultime ore, la notizia della morte di Charlie Kirk, attivista statunitense molto vicino a Donald Trump. Il trentunenne, esponente di spicco della destra statunitense, è stato freddato con un colpo di pistola, mentre stava tenendo un incontro pubblico con gli studenti della Utah Valley University a Orem, nello Utah. Un proiettile, probabilmente partito da lunga distanza, lo ha colpito al collo, come mostrano i video del momento, e la corsa disperata in ospedale non è bastata per salvarlo.
Poco prima di essere ucciso, Kirk, fondatore di un’organizzazione politica giovanile, Turning Point USA, nata con lo scopo di sostenere le idee conservatrici all’interno dei college americani, stava rispondendo alle domande di alcuni studenti.
Tema centrale del dibattito, era il Secondo emendamento, che protegge il diritto dei cittadini statunitensi di detenere e portare armi. Il suo testo recita: «Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere violato».
Cos’è il Secondo emendamento
L’idea alla base del Secondo emendamento è che una nazione possa essere libera solo se sa difendersi da sola. Le armi sono dunque acquistabili dai privati cittadini nelle armerie, in aree specifiche dei grandi supermercati ( quasi sempre nella sezione “sport”), online e in alcune fiere che organizzate ogni settimana su tutto il territorio. I “controlli preventivi” sono necessari solo in caso di acquisto in negozio, e consistono nella compilazione di un modulo con i dati anagrafici dell’acquirente e un questionario che ne fa una panoramica su stato mentale, precedenti penali, uso di farmaci e altro. Il venditore è tenuto a inviare la documentazione all’FBI che, entro tre giorni, deve effettuare un controllo incrociato ed esprimersi in merito alla vendita.
Da decenni, gli Stati Uniti si mostrano piuttosto divisi sull’argomento. Da una parte c’è chi lo protegge strenuamente, appellandosi al diritto di autodifesa come imprescindibile per la sicurezza personale e nazionale; dall’altra, invece, si trova chi ne chiede a gran voce l’abrogazione. Al centro della discussione ci sono i frequenti massacri che avvengono nelle scuole statunitensi, molto spesso attuati da minorenni che, nonostante la giovane età, hanno facile accesso ad armi di ogni tipo.
Le parole di Charlie Kirk sulla libera detenzione delle armi
Charlie Kirk, come la maggior parte della destra trumpiana, era un fiero sostenitore del Secondo emendamento e, nel 2023, avevano fatto molto discutere alcune sue dichiarazioni a riguardo. «Avere una cittadinanza armata ha un prezzo, e questo fa parte della libertà», aveva detto nel corso di un evento. «Anche guidare ha un prezzo. Cinquantamila persone muoiono sulle strade ogni anno. È un prezzo. Se eliminassimo la guida, avremmo cinquantamila vittime di incidenti stradali in meno. Ma abbiamo deciso che i benefici della guida -velocità, accessibilità, mobilità, disponibilità di prodotti e servizi- valgono il costo di cinquantamila morti sulle strade. Quindi dobbiamo essere molto chiari sul fatto che non riusciremo a ridurre a zero le morti per arma da fuoco. Non accadrà. Potremmo ridurle significativamente aumentando la presenza dei padri in casa, aumentando la presenza di guardie armate davanti alle scuole.»
«Dovremmo avere una visione riduzionista onesta e chiara della violenza armata, ma non utopica. Non vivrai mai in una società in cui la cittadinanza sarà armata e non ci sarà una sola vittima per arma da fuoco. Questa è una sciocchezza. È una sciocchezza. Ma io penso che ne valga la pena. Penso che valga la pena sostenere il costo, purtroppo, di qualche vittima per arma da fuoco ogni anno, in modo da poter avere il Secondo Emendamento a protezione degli altri nostri diritti concessi da Dio». Parole che, considerando ciò che è accaduto ieri, risuonano come un triste contrappasso per un’idea in cui Kirk credeva ciecamente, ma che, in qualche modo, gli è stata fatale.
Federica Checchia





