Dopo il successo della tappa al Mastio della Cittadella di Torino, la mostra Gauguin. Il diario di Noa Noa e altre avventure si prepara a sbarcare anche nella capitale. L’esposizione, che vedra protagoniste le opere del pittore francese Paul Gauguin, sarà aperta al pubblico dal 6 settembre. A ospitarla, sarà il Museo Storico della Fanteria di Roma.
Il percorso esplorativo della mostra

Il progetto andrà a inserirsi nel già ampio ciclo di appuntamenti dedicati ai grandi protagonisti della storia dell’arte. La mostra guiderà il pubblico alla scoperta e riscoperta della vita e del genio di uno dei maestri del Post-Impressionismo, attraverso un percorso espositivo composto da oltre cento opere riunite tra disegni, xilografie e pagine di diario, che saranno fruibili sino al 26 gennaio 2026.
Le litografie sono tratte dal libro Avant et Après. A queste, si aggiunge anche il taccuino personale di Gauguin, un documento che ne evidenzia il talento grafico e, soprattutto, consente di sapere qualcosa in più riguardo ai suoi legami affettivi e professionali. Importantissimi, ad esempio, il suo rapporto personale con Vincent Van Gogh, del quale saranno esposte dodici litografie a colori, e quello con numerosi artisti dell’epoca, tra cui Émile Bernard.
Paul Gauguin, il simbolista dell’Arte
Nato a Parigi nel 1848, Paul Gauguin è riconosciuto come uno dei padri della corrente pittorica post-impressionista. Stimato soprattutto dopo la sua morte, l’artista è celebre per il suo uso sperimentale del colore, che ha influenzato l’avanguardia francese e diversi artisti moderni, da Pablo Picasso a Henri Matisse.
Gauguin fu anche una figura importante nel movimento simbolista come pittore, scultore, incisore, ceramista e scrittore. Era, inoltre, un fervente sostenitore dell’incisione e della xilografia come forme d’arte. Verso la fine della sua vita, sì trasferì per dieci anni nella Polinesia francese, dove si dedicò alla rappresentazione degli abitanti del posto, e dei paesaggi. Morì a Hiva ʻOa, un’isola dell’Oceano Pacifico, situata a sud delle Isole Marchesi, nel 1903.
Federica Checchia





