«Si stava avvicinando la Pasqua, e la settimana che la precedeva avrebbe portato un’aggiunta alla famiglia di Rosings, cosa che, in una cerchia così ristretta, aveva la sua importanza». Con queste parole, Jane Austen descrive l’approssimarsi della Settimana Santa in Orgoglio e Pregiudizio, il suo romanzo più celebre. La protagonista, Elizabeth Bennet, è ospite dell’amica Charlotte che, dopo il matrimonio con Mr. Collins, vive vicino a Rosings, la residenza di Lady Catherine de Bourgh, una nobile arrogante e autoritaria, zia dell’odiato Mr. Darcy.
Il periodo pasquale, si sa, è spesso l’occasione ideale per far visita ai parenti, e la nobildonna è in attesa dei suoi nipoti. Quelli che, in teoria, avrebbero dovuto essere dei giorni di festa, si trasformeranno però nel maggiore plot twist del libro: il presuntuoso Mr Darcy, che si era approcciato alla famiglia Bennet con alterigia, si scopre innamorato proprio della secondogenita, l’indomita Elizabeth.
Orgoglio e Pregiudizio: Lizzie, Darcy e una Pasqua da ricordare

In qualche modo, per Mr. Darcy la Pasqua rappresenta l’inizio di un percorso di agonia, espiazione e rinascita, di certo non paragonabile a quello del Cristo ma, per lui, altrettanto significativo. Dopo un ambiguo corteggiamento, il fascinoso gentiluomo trova il coraggio di dichiararsi alla bella Lizzie, riuscendo nella mirabile impresa di insultare ogni Bennet nel raggio di seicento miglia mentre elabora un’impacciata proposta. Con suo sommo stupore, la ragazza lo rifiuta in malo modo, offesa dai pregiudizi di cui i suoi genitori e le sorelle sono vittime e influenzata dai racconti di Wickham, un affascinante ufficiale dell’esercito che ha qualche conto in sospeso con lui.
Il secco “no” della sua amata, unito alle motivazioni da lei addotte, risvegliano qualcosa in Darcy che, abituato ad aver vita facile, deve fare i conti con una persona che disprezza la sua superbia e che ha un’idea totalmente negativa della sua persona, seppur alterata dalle bugie del militare. Dopo ore di strazio, decide d’impugnare la penna e scrivere una lunga lettera per la giovane, in cui spiega le sue ragioni e svela la verità circa i suoi trascorsi con Wickham.
Cambiamento e rinascita nel romanzo di Jane Austen
Il confronto tra Lizzie e Darcy e la successiva epistola di lui diventano i momenti cardine per un cambiamento radicale in entrambi. L’uomo inizierà a capire che il valore di un essere umano non risiede nella sua ascendenza o dal vil denaro. Per far sì che una donna come Elizabeth lo apprezzi, dovrà mostrare altre qualità, che esentano dalla classe sociale. Dal canto suo, la fanciulla inizia a dubitare della sua granitica decisione di detestare il gentleman, iniziando a scorgere, dietro il suo essere burbero e introverso, dei valori e una bontà che in seguito si manifesterà in tutta la sua grandezza.
La Pasqua, in questo senso, simboleggia la rinascita di entrambi i protagonisti, che vengono sottoposti a delle prove e che, dopo tanto errare, riescono a superare i loro principali difetti -l’orgoglio e il pregiudizio, appunto- maturando e riconoscendo la vera natura di chi hanno di fronte. La festività, dunque, rappresenta la possibilità di una nuova vita, basata sull’amore, sulla comprensione e sul rispetto reciproco, culmine di una Via Crucis affettiva che, fortunatamente, conduce a una resurrezione emotiva e al tanto agognato lieto fine.
Federica Checchia
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