La polizia turca ha ammanettato quasi quattrocento persone, accusate di aver tentato di scavalcare i blocchi che impedivano ai manifestanti di raggiungere piazza Taksim, la più famosa di Istanbul, uno dei luoghi simbolo delle proteste che infiammano il Paese. Per le strade della città erano in corso cortei in occasione del Primo Maggio. Mercoledì altri cento cittadini erano stati fermati, mentre le forze dell’ordine avevano bloccato metro, autobus e traghetti.

Secondo un comunicato rilasciato dalle autorità cittadine, le persone arrestate per aver partecipato alle manifestazioni non autorizzate sono state trecentottantadue, a fronte di cinquantaduemila agenti di polizia schierati per le operazioni di sicurezza.

Le proteste per il Primo Maggio e per il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu

Istanbul Primo Maggio
Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul

Già nel 2022, le forze dell’ordine avevano ammanettato oltre cento manifestanti, che sfilavano contro l’aumento dell’inflazione e del costo della vita, domandando un incremento del salario minimo. Secondo le testimonianze dei media presenti al corteo, gli agenti avrebbero spinto a terra le persone, per poi trascinarle via violentemente. L’anno precedente altre duecento persone avevano subito lo stesso trattamento; il fermo, in quel caso, era per aver violato le restrizioni in vigore per il contenimento dei contagi da Coronavirus.

Alle manifestazioni per la Festa dei Lavoratori, quest’anno si sono aggiunte le contestazioni contro il presidente Recep Tayyip Erdogan. In particolare, la popolazione sta mostrando da settimane il suo dissenso contro l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu. Per molti, infatti, si tratta di un tentativo da parte dell’esecutivo di inibire la sua candidatura alle presidenziali del 2028.

Federica Checchia

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