La Corte Costituzionale della Thailandia ha sospeso Paetongtarn Shinawatra, premier in carica da un anno, a causa di una telefonata con l’ex primo ministro cambogiano Hun Sen, fatta trapelare proprio da quest’ultimo, che è stata reputata inappropriata. Durante la chiamata, il primo ministro discuteva di una crisi territoriale con la Cambogia, assumendo un atteggiamento piuttosto remissivo verso il suo interlocutore. La sua deferenza non è piaciuta alle opposizioni, che ne hanno chiesto le dimissioni.

I giudici hanno accolto un reclamo presentato da trentasei senatori per presunte violazioni etiche. Paetongtarn ha quindici giorni di tempo per testimoniare in sua difesa; nel frattempo, la Corte proseguirà con le indagini sul suo comportamento.

La telefonata tra la premier e l’ex primo ministro riguardava i confini di Thailandia e Cambogia

Thailandia e Cambogia condividono un confine lungo ottocentoventi chilometri, e alcuni suoi tratti sono oggetto di contesa. Le tensioni tra i due Paesi risalgono al 1907, quando la Francia, che ha colonizzato la Cambogia fino agli anni Cinquanta, tracciò in una mappa le divisioni tra le due nazioni.

In queste ultime settimane hanno avuto luogo numerosi scontri nel cosiddetto Triangolo di Smeraldo, un lembo di terra molto fertile nel quale s’incontrano Thailandia, Cambogia e Laos. Lo scorso 28 maggio, i soldati di entrambe le fazioni hanno aperto il fuoco gli uni contro gli altri. Un militare cambogiano ha perso la vita per colpa degli spari.

Pochi giorni dopo, è stato reso noto l’audio di una conversazione avvenuta fra Paetongtarn Shinawatra e Hun Sen, che ha governato la Cambogia per quarant’anni, prima di cedere il posto al figlio Hun Manet, nel 2023. Nel corso della chiamata, la premier thailandese lo chiama «zio» e promette di «prendersi cura» delle sue necessità. La politica ha giustificato le sue parole come una tecnica di negoziazione, ma l’opinione pubblica ha duramente criticato il suo atteggiamento di sottomissione.

Federica Checchia

Seguici su Google News