Dopo 55 anni di regime baathista e di terrore sotto lo spietato sistema di controllo del Mukhabarat (i servizi segreti), quelle di oggi in Siria per scegliere l’Assemblea del Popolo sono di sicuro le prime elezioni libere da censura e controllo poliziesco. La formazione dell’assemblea è destinata a consolidare il potere di Sharaa, le cui forze islamiste hanno guidato la coalizione che ha rovesciato il dittatore Bashar al-Assad a dicembre, dopo oltre 13 anni di guerra civile e cinquant’anni di governo della famiglia Assad.
Le nuove autorità hanno sciolto il parlamento siriano dopo aver preso il potere. In base a una costituzione provvisoria annunciata a marzo, il parlamento entrante eserciterà le funzioni legislative fino all’adozione di una costituzione permanente e alle nuove elezioni.
Sharaa ha affermato che sarebbe impossibile organizzare elezioni dirette ora, sottolineando l’elevato numero di siriani privi di documenti dopo che milioni di persone sono fuggite all’estero o sono state sfollate all’interno del Paese durante la guerra civile. Circa 6.000 persone stanno partecipando al processo di selezione di oggi. I risultati preliminari dovrebbero essere resi noti al termine delle elezioni, mentre l’elenco definitivo dei nomi sarà annunciato lunedì.
Secondo il comitato organizzatore, oltre 1.500 candidati, di cui solo il 14% donne, si candidano per l’assemblea, che avrà un mandato rinnovabile di 30 mesi. Le elezioni legislative siriane si svolgono secondo un sistema elettorale provvisorio riformato. Tra le principali novità figura l’aumento del numero dei seggi parlamentari da 150 a 210, con una redistribuzione basata sul censimento del 2011. Tra i candidati, non sono ammessi coloro che hanno sostenuto gruppi definiti criminali o che promuovono divisioni settarie o etniche nel Paese. L’Alta commissione elettorale ha garantito che le elezioni saranno monitorate dalla società civile e da organizzazioni internazionali, e sarà possibile presentare ricorsi sulle liste elettorali e sui risultati. Il voto nelle circoscrizioni delle province di Hasakah, nel nord-est del Paese, e di Suwayda, nel sud, sono state rinviate a quando la situazione di sicurezza in quelle aree – interessate da scontri e violenze settarie – non si sarà stabilizzata. I risultati ufficiali, secondo l’agenzia di stampa “Sana”, dovrebbero essere annunciati lunedì o martedì durante una conferenza stampa presso la sede dell’Alta commissione elettorale.





