La storia di Lucio Dalla e tutti i suoi amori

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Di Redazione Metropolitan

Nel 1950, dopo la morte di suo padre, il giovane ragazzo venne mandato dalla madre al Collegio Vescovile Pio X di Treviso per completare gli studi. Lucio Dalla tornò di nuovo a Bologna durante l’adolescenza dove iniziò a studiare da autodidatta imparando a suonare il clarinetto.

Iniziò così in una band jazz del posto, poi incontrò anche il trombettista Chet Baker, che viveva proprio in quegli anni a Bologna. Successivamente ci fu il trasferimento nella Capitale dove lo stesso Lucio diventò uno dei jazzista più conosciuti entrando nel gruppo Flippers. Lo stesso Lucio abbandonò il gruppo per intraprendere la strada da solita: a 21 anni, su consiglio di Gino Paoli, Dalla incise il suo primo 45 giri. La prima uscita non fu indimenticabile con lancio di frutta e verdura.  Incise il suo primo album 1999 presentandosi poco dopo al Festival di Sanremo con la sua prima hit, Paff… Bum! Registrò diverse partecipazione alla kermesse della canzone italiana con alcune composizioni che poi sono diventata famose in tutto il mondo.

Dal 1979 iniziò una seconda vita artistica per Lucio Dalla esibendosi anche in alcuni concerti negli Stati Uniti, culminato con l’evento speciale al Village Gate di New York, il 23 marzo 1986. Da tale concerto venne estratto il doppio album live DallAmeriCaruso, il cui unico inedito fu il brano Caruso, dedicato al grande tenore Enrico Caruso. Con questo pezzo, il successo di Lucio divenne veramente globale.

Lucio Dalla e Marco Alemanno

Lucio Dalla - Ph credits https://www.24emilia.com/a-10-anni-dalla-morte-lucio-dalla-una-vita-profonda-come-il-mare/

A lanciare la bomba mediatica, è stato Gabriele Parpiglia che, poche ore fa, su Instagram ha dato un annuncio veramente shock e che, sicuramente, farà un po’ di chiarezza sulla storia che vede protagonisti Lucio Dalla e Marco Alemanno. Era il 1 marzo del 2012 quando, uno dei cantanti più apprezzati nella storia della musica italiana, ci lasciava per sempre: fu trovato morto in un albergo di Montreaux e, insieme a lui, c’era Marco Alemanno, suo compagno fedele da ben otto anni. Immediatamente, è iniziata una dura lotta tra il fidanzato e produtture Marco Alemanno e i parenti di Lucio Dalla. Il compagno, infatti, più volte aveva accusato la famiglia di Dalla di avergli tolto tutto e in diverse interviste rilasciate dichiarava: “L’enorme dolore provato dopo la sua improvvisa scomparsa purtroppo è stato gravato anche da orribili questioni umane, prima ancora che legali, a causa di incomprensioni tra me e gli eredi di Lucio – raccontava Marco Alemanno poco dopo la scomparsa di Lucio Dalla –degli estranei entrati in casa di altri per decidere su tutto, dai soldi al patrimonio artistico, escludendo chi c’era prima e contava davvero qualcosa per lui. Non ho intrapreso nessuna azione legale nei confronti dei parenti di Lucio, con i quali non ho nessun rapporto.” Insomma, Alemanno, compagno fisso del cantautore da ben otto anni, fu spogliato di tutto e allontanato definitivamente dalla figura di Lucio Dalla. Ma oggi, a due anni di distanza dalla morte del cantautore, le cose prendono un piega decisamente diversa. Il cantante Ron rompe definitivamente il silenzio nel salotto di Verissimo“Marco Alemanno non era il compagno di Lucio Dalla. Era una figura molto importante per lui perché gli risolveva dei problemi enormi. Era il suo segretario ed il suo produttore – spiega durante l’intervista, che andrà in onda questo pomeriggio su Canale 5 – Non so perché abbiano tirato fuori questa storia. Non si può – continua – alla morte di una persona così importante per l’Italia andare a toccare una sfera così privata e intoccabile, perché prima di tutto non era vero e, secondo, perché cosi hanno tolto a Lucio un pezzo di dignità”.

Il giornalista, che per primo ha diffuso questa notizia, ha dichiarato di essere rimasto davvero colpito dalle dichiarazioni di Ron. E su instagram commenta: “Questa bomba apre scenari assurdi. Se è vero che Alemanno non era il compagno di Lucio Dalla, qualcosa non torna – scrive – Ma allora mi chiedo: come mai Alemanno non ha mai voluto ricordare Dalla? Come mai nel testamento non c’è una sua traccia? Come mai Alemanno non ha mai fatto amicizia che gli affetti più cari del cantautore?”. Queste e molte altre sono le domande che si pone Gabriele Parpiglia dopo aver ascoltato le clamorose dichiarazioni di Ron“Eppure, ho fatto molte telefonate – spiega – e tutti mi hanno dato la stessa risposta: ‘finalmente Ron ha avuto il coraggio di dire la verità’”. A quanto pare, quindi, tra Lucio Dalla e Marco Alemmanno, oltre ad un rapporto lavorativo, non c’è mai stato niente di più. Eppure, fu proprio il fedele produttore, tempo fa a dichiarare: “Ho scelto di rinunciare a combattere per difendere ciò che era mio, e che i signori eredi non riconoscevano tale. Niente mi avrebbe ridato Lucio, né i quadri, né le statue, né i soldi. Oggi non c’è dubbio che, comunque, sono molto più ricco io di loro: ho avuto e avrò sempre dentro di me Lucio, i nostri ricordi, la nostra vita – rispondeva Alemanno alla accuse di volersi appropriare indebitamente dell’eredità di Lucio Dalla – A loro resta solo il denaro. Ancora più doloroso poi è stato il “tradimento” di storici collaboratori e amici, o presunti tali, che per convenienza hanno preferito stare dalla parte degli eredi”.