La Marina israeliana si prepara per prendere il controllo in alto mare delle oltre 50 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che sono entrate nel raggio di intercettazione dell’esercito. La flotilla ha annunciato l’ingresso nella zona ad alto rischio con l’intento dichiarato di forzare il blocco navale di Israele, a meno di 145 miglia nautiche da Gaza. Segnalato anche l’aumento delle attività di droni sulle imbarcazioni. Pochi minuti dopo le 2 sui canali social della Global Sumud Flotilla è stato annunciato: “Stiamo entrando nella zona ad altro rischio”. Come previsto pochi minuti più tardi la fregata Alpino della Marina Militare italiana ha comunicato alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza che non avrebbe proseguito nella rotta. La decisione era stata ampiamente anticipata già ieri pomeriggio, rendendosi disponibile a recuperare eventuali membri degli equipaggi che avessero voluto essere trasferiti a bordo.

Pochi minuti prima delle 5 le prime imbarcazioni intercettate: “Alcune imbarcazioni non identificate si sono avvicinate a diverse navi della Flottiglia, alcune delle quali con le luci spente. I partecipanti hanno applicato i protocolli di sicurezza in preparazione di un’intercettazione. Le imbarcazioni hanno ora lasciato la Flotilla”.

L’iniziativa della Global Sumud Flotilla ha un significato principalmente politico: vuole provare a rompere il blocco navale che Israele impone alla Striscia di Gaza dal 2009, e far arrivare cibo e altri beni essenziali alla popolazione palestinese. Dall’inizio della guerra, ottobre del 2023, il blocco è diventato uno dei molti modi con cui Israele controlla, nega o ostacola la consegna di qualsiasi bene ai palestinesi della Striscia.