«C’era una volta, tanto tempo fa, più o meno venerdì scorso, Winnie-the-Pooh». Era la Vigilia di Natale del 1925, esattamente un secolo fa, quando il quotidiano londinese Evening News pubblicò un racconto per bambini commissionato all’autore inglese Alan Alexander Milne. Nell’introduzione, lo scrittore descriveva Christopher Robin -basato sul suo figlio cinquenne- intento a scendere le scale e a chiedere al papà di raccontare una storia, tenendo ben stretto tra le braccia un grande orsacchiotto di pezza.
Le illustrazioni erano state realizzate da James Henry Dowd, ma ad occuparsi più a lungo dell’immagine di Pooh e degli altri abitanti del Bosco dei Cento Acri fu Ernest Howard Shepard. L’esordio di Pooh venne accolto dai lettori con enorme entusiasmo, tanto da renderlo uno dei personaggi letterari più amati di sempre dai piccini (e anche dagli adulti). È noto soprattutto per il suo smodato amore verso il miele miele, così grande prendere in prestito un palloncino dall’amico umano per “volare” fino all’alveare più vicino. Nel racconto, Christopher Robin finisce per “sparare” al palloncino, che si sgonfia lentamente, riportando a terra il goloso orsetto.
Winnie the Pooh e la sua coetanea speciale
La prima parte del suo nome, “Winnie”, deve le sue origini al figlio dell’autore. Inizialmente il bambino aveva chiamato il suo pupazzo Edward, cambiandolo però dopo una visita allo zoo di Londra, durante la quale aveva visto un cucciolo di orso bruno di nome Winnipeg, dalla città del Canada da cui era stato trasferito.
Per quanto riguarda “Pooh”, come spiega lo stesso Milne, le braccia dell’orso erano talmente rigide che, dopo essere rimasto a lungo aggrappato al palloncino, «rimasero dritte in alto per più di una settimana, e ogni volta che una mosca arrivava e si posava sul suo naso, lui doveva soffiarla via. E credo – ma non ne sono sicuro – che sia per questo che lo chiamavano sempre Pooh».
Winnie the Pooh è da tempo parte integrante della cultura popolare, anche in contesti diversi dalla letteratura e dall’animazione. Essendo quasi coetaneo della Regina Elisabetta II -nata il 21 aprile 1926- nel 2016 la Disney ha pubblicato un volume per celebrare entrambi i compleanni (il primo libro a lui dedicato, infatti, venne pubblicato nel 1926).
Federica Checchia





