Euphoria cambia volto e lo fa a partire dalle musiche. Dopo 4 anni di stop – a causa degli impegni degli attori del main cast e la morte di Angus Cloud, la pluripremiata serie tv della HBO diretta da Sam Levinson torna sul piccolo schermo e fa uno step in più. Ambientata anni dopo la fine del liceo, il direttore sceglie di affidare la produzione della colonna sonora a Hans Zimmer, mettendo da parte Timothy Lee McKenzie, in arte Labrinth. L’intenzione del regista è quella di raccontare con un nuovo sound il passaggio all’età adulta dei personaggi. Ma le musiche di McKenzie erano parte dello show stesso e il pubblico ha evidenziato l’iniziale difficoltà di visionare il prodotto cinematografico al medesimo modo.
Cultura lavorativa tossica
Sam Levinson ha quindi chiara la direzione in cui andare. Peccato che McKenzie abbia fornito una versione dei fatti totalmente differente. Il produttore britannico si è infatti affidato ai social media per spiegare la scelta di non tornare come compositore della musica della terza stagione di Euphoria. A gennaio ha pubblicato una storia Instagram dove ha detto: La mia pace creativa non è in vendita. Non posso comporre dove l’energia è prosciugata dal caos e dalla mancanza di rispetto. La reazione del pubblico è stata polarizzata. Mentre tanti si sono mostrati scioccati davanti alla notizia, altri hanno visto le sue dichiarazioni come una conferma. Le polemiche e le indiscrezioni attorno al lavoro poco sano sul set non sono mancate negli ultimi mesi. Si va dalle accuse di razzismo per Sydney Sweeney a quelle di nepotismo per Maude Apatow. Ma quelle più feroci sono state proprio per Sam Levinson, accusato di essere l’artefice di un clima di lavoro tossico e di avere dei comportamenti e visioni artistiche disturbanti, iper-sessualizzate e misogine. Tanti hanno speculato che, alla luce di ciò, la scelta di Labrinth non sembrerebbe affatto strana.
Labrinth e la sua capacità di descrivere le emozioni
L’assenza del produttore si sente in ogni frame. La ragione risiede nella grande capacità dell’artista di creare una colonna sonora in grado di colpire il grande pubblico, al punto da contribuire molto al successo del prodotto cinematografico. Il frutto di anni di studio e lavoro nell’industria musicale, più le influenze del mondo black pop e rap, sono i due strumenti che hanno permesso a Labrinth di creare una musica non solo di accompagnamento, ma in grado di diventare tutt’uno con le vicende dei protagonisti. Le loro emozioni, azioni e pensieri avanzano nelle prime due stagioni di Euphoria di pari passo con la musica. E questo ha portato a un grande risultato.

Labrinth rende dorato tutto ciò che ha prodotto
La dedizione di Labrinth non è solo astrazione, ma è provata dall’enorme successo avuto dai due album che racchiudono le musiche utilizzate nella prima e nella seconda stagione. Le raccolte sono dei veri e propri capolavori non solo dal punto di vista musicale e sonoro, vista la partecipazione di artisti come Zendaya, Billie Eilish e Dominic Fike, ma anche per la loro capacità di raccontare i protagonisti nella loro essenza. Canzoni come Nate Growing Up, New Girl o I’m Tired (sia in versione singola che con Zendaya), rappresentano la serie stessa. La prima canzone si riferisce all’episodio 1×02, Stuntin’ Like My Daddy, in cui il giovane Nate Jacobs, interpretato da Jacob Elordi, affronta una crescita importante quanto problematica. New Girl accompagna l’episodio pilota della prima stagione si introduce la nuova ragazza arrivata a scuola, Jules Vaughn, interpretata da Hunter Schafer. E come re Mida, Labrinth rende dorato tutto ciò che tocca o meglio produce: la traccia I’m Tired ha infatti 42 milioni di visualizzazioni su YouTube. La canzone All For Us conta di 58 milioni di click e così via. Questi singoli sono diventati il volto stesso della serie, hanno preso vita propria e l’hanno trasformata.
Passaggio di testimone
Tutti ormai conoscono Hans Zimmer. È il leggendario compositore tedesco vincitore di due premi Oscar, autore delle colonne sonore deIl Gladiatore, Interstellar e Dune. Il suo lavoro e la sua professionalità lo rendono da anni un nome affermatissimo a Hollywood per le colonne sonore. E infatti la sua impronta sulle nuove musiche è chiara: è più imponente di quella di Labrinth, che invece resta più intima e intensa. Quando si nomina Zimmer, infatti, viene in mente subito la colonna sonora di Dune Part I e Part II, dove Paul Atreides, interpretato dal talentuoso Timothée Chalamet, deve ammaliare e convincere i suoi sottoposti a lottare al suo fianco. A differenza di Dune, per citare uno dei lavori più noti al pubblico del musicista, Euphoria non è una storia epica. È la storia di adolescenti che tra alcol, droga e promiscuità cercano il proprio posto nel mondo. E tale ricerca sembra sempre essere ostacolata da vicissitudini più grandi di loro che però li fanno crescere. Tuttavia Zimmer è stato bravo. Come ha notato la critica, è stato capace di prendere l’eredità di Labrinth senza stravolgerla e di riuscire a portare a casa un risultato ottimale. Gli ascolti lo confermano: i primi tre episodi hanno avuto uno share del 18%, con milioni di spettatori incollati al servizio streaming fin dal debutto.
Una legacy che resta in piedi
La fortuna di Euphoria non è data quindi solo dal cast eccellente, dalla scenografia e dalla direzione. La musica ha un ruolo fondamentale e se Labrinth è riuscito a forgiare un sound riconoscibile e preciso, Zimmer ha raccolto l’eredità in maniera eccellente. A primo impatto la serie manca dell’intensità della colonna sonora di McKenzie, ma resta un prodotto godibile ed apprezzato. La musica non è solo un contenitore per far diventare virali dei video, ma è molto di più e la serie lo dice senza mezze misure.
Layla Perroni
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