Moda

L’accettazione della vitiligine da parte dei brand di moda

Il 25 giugno si celebra la giornata mondiale della vitiligine, in onore di tutte le persone affette da questa patologia della pelle. Il 25 giugno è anche l’anniversario della morte di Michael Jackson, affetto da vitiligine.

L’origine del World Vitiligo Day

Il 25 giugno si celebra il World Vitiligo Day, una giornata promossa da moltissime associazioni e fondazioni che lottano per affrontare questa “malattia della pelle”. Si tratta di una giornata che non è ancora stata ufficializzata dalle Nazioni Unite, ma ogni anno viene celebrata in tutto il mondo per ricordare l’accettazione di una condizione fisica, ancora piuttosto ignorata. Attualmente la vitiligine colpisce tra i 65 e i 95 milioni di persone nel mondo, senza distinzione di genere. Nonostante questo, la vitiligine viene ancora considerata una discriminante nel percorso di inclusione nella società. Secondo la Vitiligo Society, oggigiorno ci sono ancora persone che rifiutano una vita sociale, proprio per i difetti della pelle che causa questa patologia.

La vitiligine e il difficile percorso verso la skin positivity

La vitiligine è una malattia della pelle che si manifestazione con la de-pigmentazioni di diverse parti del corpo. Le macchie cominciano a presentarsi sin dall’età giovanile su viso, mani, gambe, braccia, torso e addirittura capelli. Si tratta di una condizione irreversibile e senza cura. Per molti anni la vitiligine è stata oggetto di discriminazione, e annoverata tra tutte quelle tipologie di bellezza non considerate conformi agli standard comuni. Attualmente una maggiore attenzione alla skin positivity ha portato una maggiore apertura ai soggetti affetti da vitiligine. Molti brand della moda e del beauty hanno infatti deciso di scegliere modelli e modelle affetti da questa patologia, per diffondere un concetto di inclusione. Una delle prime modelle con vitiligine è stata Winnie Harlow, la top model canadese, che ha lavorato per alcuni importanti brand di moda come Sprite, Diesel, Swarovski e Desigual. Winnie è stata la prima, ma non l’unica affetta da vitiligine a fare da testimonial per brand di moda. Grazie alla sua testimonianza ha dato avvio ad una serie di campagne pubblicitarie di brand che sostengono l’inclusione della diversità attraverso il proprio marchio.

Sonia Faseli

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