La centrale è finita nel cuore dell’invasione russa e torna a fare paura 36 anni dopo il devastante incidente nucleare di Chernobyl. L’ultimo allarme è stato lanciato dal ministro degli Esteri ucraino Kuleba: “Entro 48 ore potrebbero esserci delle fughe”, ha detto dopo l’interruzione della rete che porta la corrente elettrica al sito. Secondo l’Aiea, almeno per il momento, non ci sono rischi reali per la sicurezza, anche se sia i sistemi di Chernobyl sia quelli di Zaporizhzhia hanno smesso di trasmettere dati.
L’ultimo allarme sulla centrale, occupata nei giorni scorsi dalle truppe di Mosca, è stato lanciato dopo l’interruzione della rete che porta la corrente elettrica, quella necessaria per attivare i sistemi di raffreddamento dell’impianto di stoccaggio del materiale radioattivo
“Entro 48 ore potrebbero esserci delle fughe“, ha detto ieri il capo della diplomazia di Kiev Dmytro Kuleba, lanciando l’allarme. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica, poco dopo, ha assicurato che – almeno per il momento – non ci sono rischi reali per la sicurezza
Proprio l’Aiea, però, nelle scorse ore ha mostrato le prime preoccupazioni comunicando di aver perso “il contatto remoto di trasmissione dati con i sistemi di salvaguardia della centrale”. Qualche ora dopo è arrivata anche la conferma dell’Energoatom, l’azienda di Stato che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari sul territorio ucraino: ha reso noto come la centrale sia in questo momento “completamente ferma”, scollegata per mano dei russi
Ieri sera, inoltre, l’Aiea ha annunciato che anche i sistemi che monitorano la centrale nucleare di Zaporizhzhia hanno smesso di trasmettere dati
Kuleba ha spiegato che senza elettricità i generatori d’emergenza hanno un’autonomia di 48 ore. Poi i sistemi di raffreddamento dell’impianto di stoccaggio si fermano, col rischio di “perdite di radiazioni”. “La barbara guerra di Putin mette in pericolo l’intera Europa”, è il monito del ministro degli Esteri ucraino, che chiede l’immediato cessate il fuoco anche per ripristinare la corrente nella centrale dove si trovano circa 200 membri dello staff tecnico a cui è affidata la sicurezza del sito





