Cinema

Laura Morante, la carriera internazionale del talento italaiano

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Compie oggi 65 anni l’attrice dall’intensissima carriera Laura Morante. 65 anni fa nasceva in una famiglia imbevuta d’arte.Il padre, Marcello Morante, era scrittore e giornalista e la zia, Elsa Morante, una delle autrici più importanti del Novecento letterario italiano.

Prestissimo comincia a calcare le scene, debuttando in teatro in una produzione di Carmelo Bene, ma è il cinema che la porterà a valicare i confini nazionali e ad avere una carriera che può vantare molteplici esperienze all’estero.

Laura Morante, Credits: Vanity Fair
Laura Morante, Credits: Vanity Fair

Laura Morante: un inizio di carriera tra nomi importanti

La sua prima interpretazione per il grande schermo è per il film del 1980 “Oggetti smarriti” di Giuseppe Bertolucci. L’anno seguente lavora col fratello, Bernardo Bertolucci, per “La tragedia di un uomo ridicolo” (1981). Nello stesso anno cade un incontro professionale che in parte fa la sua fortuna: Nanni Moretti, che le dà lo spazio per conquistarsi un posto nel mondo del cinema prima con “Sogni d’oro” e poi con “Bianca“.

Sempre agli inizi degli anni ’80, tra un film di Gianni Amelio accanto a Jean-Luis Tritignant e uno di Mario Monicelli, prende parte a produzioni francesi che la portano a trasferirsi nella capitale parigina.

Laura Morante compie 65 anni, Credits:immagine dal web
Laura Morante compie 65 anni, Credits:immagine dal web

Lo slancio internazionale

Il trasferimento in Francia le permette di sperimentare nuovi generi: l’attrice conquista il pubblico ed un successo duraturo nella serie televisiva “Les Jurés de l’ombre” di Paul Vecchiali (1989).

Espressività e professionalità le permettonono di essere al centro delle attenzioni europee. Già nel 1986 era stata chiamata per interpretare la protagonista della priduzione portoghese “À flor do mar“, nell’88 è invece in un thriller italo-tedesco.

L’interesse internazionale per Laura Morante non si arresta col ritorno in terra italiana dell’attrice. Mike Figgis la dirigerà nel suo “Hotel” (2001), John Malkovich in “Danza di sangue – Dancer Upstairs” (2002) e quattro anni dopo sarà la volta di Alain Resnais in “Cuori“.

Il riconoscimento nei premi cinematografici

La ricca ed intensa carriera d’attrice tra l’estero e l’Italia vale a Morante anche qualche soddisfazione in materia di riconoscimenti. Per la sua interpretazione ne “L’anniversario” nel 1999 vince il Globo d’Oro, il premio italiano assegnato dai giornalisti della stampa estera accreditata in Italia.

Mentre due anni dopo riceve il David di Donatello e il Ciack d’oro per la parte sostenuta nel film che costituisce la sua terza collaborazione con Nanni Moretti: “La stanza del figlio“. Seppur continuano a ricevere nomine ai premi più ambiti del mondo cinematografico italiano, sarà solo nel 2004 che l’attrice si aggiudicherà il Nastro d’argento per il film di e con Carlo Verdone “L’amore è eterno finchè dura“.

Il premio successivo sugella la buona riuscita di un esperimento: la regia. Il film “Ciliegine” (2012) costituisce il suo debutto alla regia, con cui vince il Globo come Miglior Rivelazione. E mentre nel 2015 le si conferisce il Nastro d’argento europeo, la Morante sembra ormai aver abbandonato il cinema più impegnato dei suoi inizi, per dedicarsi a delle produzioni dal tono più leggero e comico.

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.

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