Attualità

Lavorare Online nel 2022: Intervista a Elena Setzu

Siamo giunti ai mesi finali dell’anno che ricorderemo come “l’inizio della recessione”, l’anno del Post Covid (forse?) e degli avvenimenti mondiali che stanno rivoluzionando, giorno dopo giorno, il modo di fare Business in Italia. Quante volte, di recente, vi è capitato di vedere sui Social Network un post virale di un imprenditore che affigge un cartello o denuncia pubblicamente il caro gas / elettricità? 

Ecco, questa è l’esatta rappresentazione dell’economia italiana in questo momento. Ma dall’altro lato della medaglia, mentre le imprese tradizionali e fisiche soffrono più di tutte e risentono di questa (ennesima) crisi, stiamo assistendo giorno dopo giorno al BOOM dei lavori digitali. Consulenze online, formazione su Zoom, addirittura consulti medici a distanza… A quanto pare, sul Web, la crisi viene percepita in maniera differente.  Questo ci fa riflettere tanto sul fatto che questa epoca, oltre che difficoltà e problemi, è anche la migliore di sempre per fare Business… Online. 

Quest’oggi quindi vorremmo rispondere ad alcune domande frequenti inerenti il Business Online, avvalendoci del contributo di Elena Setzu, imprenditrice di successo e consulente nel settore del Marketing Online con un vastissimo Palmares di feedback positivi, e autrice del libro Best Seller “Trovati un Lavoro Vero”. 

  • Gentile Elena, ti consideri ottimista o pessimista, in relazione a questo periodo storico?

    Mi considero entrambe le cose. Sono figlia di una famiglia umile, che svolge un lavoro imprenditoriale offline, e vivo ogni singolo giorno i loro problemi e le loro paure. Le imprese offline sono indispensabili, ma è innegabile che nel 2023 sia molto più logico fare impresa perlopiù online.

    In linea di massima, il mio pensiero è in linea con quanto dice Hans Rosling, nel suo celeberrimo libro “Factfulness”:

    <<Le persone spesso mi chiamano ottimista, perché mostro loro gli enormi progressi di cui non erano a conoscenza. Questo mi fa arrabbiare. Non sono un ottimista. […] Sono un “possibilista” molto serio. È un termine che mi sono inventato. Indica qualcuno che non spera senza ragione, teme senza ragione, che resiste costantemente alla visione del mondo eccessivamente drammatica. Da possibilista, vedo tutti questi progressi e mi riempie di convinzione e di speranza che ulteriori progressi siano possibili. Questo non è ottimismo. Significa avere un’idea chiara e ragionevole di come stanno le cose. È avere una visione del mondo che è costruttiva e utile>> 
  • Quale pensi che sia il fattore che sta “limitando” le imprese e i professionisti dal fare Business Online?

    A mio avviso, soltanto l’intenzione. Non ci sono barriere d’ingresso se non quelle dell’apprendimento, ma se parliamo ad esempio di nutrizionisti, commercialisti, consulenti… Sicuramente apprendere un metodo per lavorare online richiede meno tempo e fatica di quanto ne hanno impiegato per apprendere la loro stessa professione.

    C’è da precisare che a doversi trasferire online non è “l’azienda”, ma il Marketing, l’acquisizione di contatti (e quindi di clienti), e qualora possibile anche la Delivery del servizio.

    Paradossalmente, almeno il 75% – 80% delle aziende fisiche può spostarsi in parte online.
  • E per chi non ha ancora una propria attività, ma sta considerando di avviarne una per tamponare la mancanza di posti di lavoro?

    A maggior ragione. Io lavoro per la maggior parte con privati che scelgono attività online da svolgere in Smart Working. E’ indispensabile scegliere un’azienda solida, con un piano carriera provvigionale sostenibile ed etico, e iniziare. E ce ne sono davvero tante, occorre ovviamente fare le dovute ricerche.

    Essere imprenditori e accollarsi il rischio d’impresa ad oggi non è l’unica scelta possibile, ci sono svariate multinazionali che ogni singolo giorno incaricano nuovi distributori e promoter in giro per il globo, per menzionare un esempio (ma ce ne sono davvero tanti).
  • Tante volte, quando si parla di approdare nel Web, le persone hanno “paura di esporsi”. Cosa pensi a riguardo?

    Sono sempre stata una persona timida, quindi capisco molto bene. Per molti può sembrare banale, ma superare le proprie convinzioni è tutt’altro che semplice.

    Ad oggi per me è naturale espormi sui Social, anche se non amo ostentare e non condivido volentieri la mia vita personale, pur consapevole che facendolo farei più soldi, probabilmente.

    Tornando alla questione principale: il “giudizio altrui” c’è e ci sarà sempre.

    Proprio l’altro giorno, il COO della mia azienda, Daniele, mi ha condiviso un detto che penso possa rispondere a pieno:

    Quando fai qualcosa, sappi che avrai contro: quelli che volevano fare la stessa cosa, quelli che volevano fare il contrario, e la stragrande maggioranza di quelli che non volevano fare niente“.

Noi stessi in primis veniamo criticati continuamente da anni, nonostante un operato cristallino. Di Haters è pieno il mondo. Preparatevi alle critiche, ai commenti generati da profili finti, alle persone che vi daranno degli impostori perché state diventando qualcuno, a chi si accanirà contro di voi perché secondo lui le vostre procedure non vanno bene, anche se saranno supervisionate e pianificate dai migliori esperti. Ma sappiate che:

1) La legge vi tutela (diffamazione, cyber bullismo, accanimento mediatico, sono reati gravissimi e onerosissimi). Prima una causa legale per diffamazione si compiva in svariati anni. Ora nel giro di alcuni mesi.  2) Se lavorate con etica, l’impatto che darete al vostro mercato di riferimento avrà un valore nettamente superiore delle parole degli haters. 3) Gli haters servono anche ad allontanarvi la parte “marcia” del mercato. Quella senza giudizio, che abbasserebbe la qualità media dei vostri clienti.
Paradossalmente, ci sono realtà come Herbalife Nutrition (azienda con cui io non collaboro, e che menziono in quanto celeberrimo caso citato da innumerevoli opere di Marketing): cercandola online, troverete perlopiù blog, siti e articoli che dicono essere una truffa, una piramide, e chi più ne ha, più ne metta. Poi, vai a fare un controllo (cosa che purtroppo o per fortuna, solo le persone più sveglie e giudiziose fanno) e scopri che la medesima azienda è presente dal 1980, è quotata in borsa al NYSE, è in costante crescita, è sempre in prima linea in momenti di difficoltà nel mondo (dal terremoto all’Aquila in Italia, all’attuale guerra in Ucraina)… Investe ogni anno parte del fatturato annuo in ricerca e sviluppo dei prodotti con un’equipe che vanta un premio Nobel nello Staff, è presente in 95 paesi al momento (quindi 95 ministeri della salute accettano i prodotti e 95 ministeri del lavoro il modello di business), offre premi per chi si laurea con la migliore tesi in campi inerenti al benessere fisico o economico (dalle facoltà di medicina e nutrizione, a quella di economia), e potrei continuare per ore. 

Se diamo retta alle voci, chiunque fa qualcosa di “vistoso” online dovrebbe essere un ricercato federale, o dovrebbe “scappare coi soldi” appena esce fuori un post denigratorio. Ma qui non siamo a “The Wolf of Wall Street”, e i post denigratori, le critiche e gli ignoranti ci saranno sempre: che tu sia un dottore, un avvocato, un commercialista, un osteopata, o qualsiasi cosa per il quale tu ti voglia posizionare online.    

  • In conclusione quindi, qual è il tuo consiglio per chi vuole iniziare a lavorare online? 

    Il mio consiglio è quello di focalizzarsi per creare la migliore esperienza possibile per i clienti, agire sempre in maniera etica, e ignorare il rumore di fondo. Il passo più difficile da compiere è il primo, ma posso affermare con certezza che si tratta prevalentemente di una difficoltà emotiva. Dopo di ché, ogni passo diventa meno complicato. Passeranno i mesi, gli anni, e se state facendo bene, molto probabilmente costruirete una vita migliore per voi e per chi vi circonda.

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