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Lavoro (in) nero: lotta al non regolare

Tre agenzie di Reggio Calabria sono stato controllate il 1° marzo nell’ambito della regolarità dei contratti e della sicurezza sul posto di lavoro.

E siamo a 17. Questo è infatti il numero di aziende che nel 2019 l’Ufficio Provinciale del Lavoro e l’Azienda Sanitaria Provinciale hanno passato al setaccio. Le tre aziende controllate il 1° marzo hanno sede ad Ardore (RC) ed operano nel settore ortofrutticolo, della coltivazione e della raccolta degli agrumi. I carabinieri hanno segnalato alla Procura cinque persone per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, violenza sessuale, estorsione ed istigazione alla corruzione: ne avrebbero fatto le spese in particolare diverse persone rumene e un maliano, privi di contratto e pagati meno di un euro all’ora.

La direttiva nazionale

Il monitoraggio delle aziende, definito da una direttiva governativa dell’aprile 2014, ha come obiettivo la riconquista dei settori fondamentali delle varia economie locali. In particolare si controlla la presenza di lavoratori in nero e la sicurezza sanitaria (e non solo). In un’area storicamente caratterizzata dal caporalato e dal lavoro in nero, l’Ufficio del Lavoro e l’Ufficio della Sanità hanno quindi ricevuto l’incarico di controllare settimanalmente: in quattro anni
hanno controllato 881 aziende, deferito all’Autorità giudiziaria 89 persone, effettuato 2.605 perquisizioni personali e contestato 19 sanzioni amministrative per 3.674.997,68 euro.

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