Una mostra coraggiosa e più che mai attuale, quella che si terrà dal 16 al 25 agosto nei cieli sulle spiagge affollate fra Ladispoli ed Anzio, in provincia di Roma. Grazie ai banner aerei dell’americano Lawrence Weiner (New York, 1942), con Tracce/Traces il MACRO porterà l’esperienza artistica fuori dai suoi spazi canonici.

Museo per l’Immaginazione Preventiva

Il MACRO di Roma riaprirà le sue porte il prossimo 17 luglio, dopo un periodo di chiusura forzata a seguito dell’emergenza legata al Covid-19. Lo farà con il progetto espositivo Museo per l’Immaginazione Preventiva, a cura del nuovo direttore artistico Luca Lo Pinto. Il progetto è concepito per svilupparsi in modo organico su più livelli nell’arco di tre anni, fino alla fine del 2022. Sul sito del museo si legge:

In un momento storico in cui il concetto di museo e la sua identità sono messi in continua discussione dai mutamenti sociali ed economici nonché dai linguaggi dell’arte stessa, è essenziale sperimentare modelli alternativi nei quali l’immaginazione possa essere il motore principale.

Museo per l'immaginazione preventiva, logo - Photo Credits: museomacro.it
Museo per l’immaginazione preventiva, logo – Photo Credits: museomacro.it

Lawrence Weiner e la smaterializzazione dell’arte

La presentazione di Tracce/Traces riporta:

Il progetto nasce dalla volontà di esplorare i confini e le potenzialità della mostra come medium (…) in un momento in cui appare sempre più urgente riflettere sulla capacità di un museo di aprirsi allo spazio pubblico, contribuendo a ridefinirlo.

Appare particolarmente appropriata, perciò, la scelta di un artista come Lawrence Weiner, figura centrale della scuola concettuale, da sempre impegnato a ridefinire i paradigmi dell’opera d’arte. L’artista rivolge la sua attenzione all’idea e al processo, più che al risultato finito, adottando il linguaggio come veicolo principe del suo lavoro.

Una sintesi efficace della rilevanza dell’aspetto mentale e del progressivo allontanamento dall’aspetto della manualità si ritrova nella sua “Dichiarazione d’intenti” del 1968:

  1. L’artista può costruire l’opera;
  2. l’opera può essere fabbricata;
  3. non è necessario che l’opera venga realizzata.

Tracce/Traces: la prima personale di un artista in cielo

Io semplicemente faccio delle cose e le presento. L’arte consiste nel presentare una realtà. L’arte non presenta una metafora.

Queste le parole di Lawrence Weiner, con cui il MACRO presenta la mostra Tracce/Traces. Una mostra atipica grazie alla quale, fra il 16 e il 25 agosto 2020, dieci banner aerei firmati da Weiner attraverseranno i cieli del litorale laziale, fra Ladispoli ed Anzio. Ogni banner si comporrà di una sola parola, il participio passato di un verbo che, isolato da qualsiasi contesto sintattico, suggerisce un’azione: affrontato, deviato, frantumato, infangato, lubrificato, ostruito, sbrecciato, schiacciato, spaccato, spruzzato.

Lawrence Weiner, Tracce/Traces - Photo Credits: museomacro.it
Lawrence Weiner, Tracce/Traces – Photo Credits: museomacro.it

La mostra è idealmente legata all’omonimo libro curato da Germano Celant e prodotto nel 1970 per la galleria Sperone. Nei suoi intenti, dunque, c’è anche quello di rendere omaggio alla memoria del curatore italiano, recentemente scomparso a causa di complicazioni legate al Coronavirus.

In un momento delicato come quello attuale, il MACRO affronta una sfida coraggiosa, proponendo una mostra pensata per uscire dai tradizionali spazi d’esposizione e per essere fruita da migliaia di persone. Tracce/Traces è anche la prima personale di un artista mai realizzata nel cielo: un’esperienza unica, collettiva ed effimera, destinata a sorprendere e stupire.

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