Reduce da un duemila venticinque ricco di nuova musica e traguardi raggiunti, Achille Lauro si conferma uno degli artisti più amati dell’ultimo anno, scardinando i giudizi, spesso errati, che lo volevano inquadrare esclusivamente come un poco di buono e incapace. 

Achille Lauro: l’evoluzione di un artista visionario

Achille Lauro, all’anagrafe Lauro De Marinis, ha una lunga storia musicale alle spalle. Classe 1990, nato a Verona ma cresciuto a Roma, comincia a fare musica intorno al duemila undici, dopo aver abbandonato gli studi. 

Sin da piccolo si è accostato alla scrittura come strumento per raccontare il proprio vissuto e i propri sentimenti, quasi come fosse una cura per l’anima; l’artista stesso ricorda delle notti passate a scrivere fino all’alba, quasi come fosse spinto da un’irrefrenabile urgenza di dire la propria. 

Gli inizi

Nel tempo, grazie al Quarto Blocco, si è accostato all’ambiente musicale in modo più professionale, pubblicando alcuni dei suoi primissimi lavori, quali i mixtape Barabba e Harvard. Poco dopo, con l’etichetta musicale Roccia Music, di Marracash e Shablo, escono gli album Achille Idol Immortale e Dio c’è.

Nel duemila sedici avviene un ulteriore passo avanti, fonda la No Face Agency, etichetta musicale indipendente, con cui pubblica i suoi successivi lavori, Ragazzi Madre e Pour L’amour

La svolta

Il duemila diciannove è l’anno della consacrazione definitiva, grazie all’album 1969 e alla partecipazione al Sanremo, con il brano “Rolls Roys”. Proprio in questo frangente si inizia a parlare dell’artista in modo sempre più dilagante, anche se spesso con pesanti critiche che lo vedono come un personaggio che incita all’uso di sostanze stupefacenti, anche a causa del suo passato. 

Allo stesso tempo, però, emerge una figura rivoluzionaria e innovativa, capace di passare da un genere all’altro in modo sempre fresco, nuovo ed impeccabile. Un fuoriclasse, in grado di rimanere sempre fuori dagli schemi in modo originale e portando non solo sul palco dell’Ariston, ma più in generale nel mondo musicale, una ventata di freschezza e innovazione che sembrava mancare da un po’.

Come si può notare dal suo percorso artistico, Achille Lauro ha saputo spaziare tra più generi, trap, glam rock, pop, urban, punk – rock, in modo ineccepibile come solo un grande artista sa fare, a dimostrazione del suo grande talento e della sua anima camaleontica capace di plasmarsi secondo il suo volere. 

Il cantautore, infatti, ha regalato al grande pubblico numerosi capolavori, tra album e singoli, come MarilùC’est La VieLa Bella e La Bestia16 MarzoRagazzi Madre1969, e Comuni Mortali, che descrivono le grandi doti comunicative, cantautorali e creative di un’artista visionario e talentuoso. 

Achille Lauro, da artista ribelle a cantautore dell’anima

L’anno appena trascorso è stato pieno di nuovi eventi per l’artista romano. Dal nuovo album Comuni Mortali al Festival di Sanremo, dal tour nei palazzetti e negli stadi, nel 2026, al Circo Massimo nell’estate del 2025, Achille Lauro ha raggiunto nuove vette e scardinato vecchi pregiudizi che lo volevano circoscrivere sempre nella cerchia dei cattivi ragazzi.

Grazie, invece, alla sua caparbietà e creatività ha saputo cambiare nuovamente pelle, scegliendo di mettersi a nudo e mostrando le pieghe più intime della propria anima, pubblicando un album, l’ultimo, in cui ogni singolo contenuto al suo interno è ricco di emozioni genuine, capaci di abbattere le barriere con l’ascoltatore e fare breccia nel suo cuore.

Questo nuovo progetto dona all’artista una luce diversa, scardinando ogni barriera e consacrandolo a cantautore dei sentimenti a tutto tondo.  

Ogni canzone mostra un uomo capace di mettersi in gioco ed evolvere, lasciando indietro la vecchia pelle per indossare nuovi vestiti più adatti alla sua attuale personalità. 

Infine, questa crescita artistica non fa altro che dimostrare quanto Achille Lauro sia stato, è e sarà sempre chiunque egli voglia, riuscendo a mantenere comunque alto il livello della sua arte.

Articolo di Ambra Gabriella Samonà