Cronaca

Le isole contese, fonti di attriti e tensioni internazionali

Vi sono isole contese da più nazioni, per la loro posizione strategica o per la presenza di risorse naturali. Guam, appena minacciata dalla Corea del Nord, è solo l’ultima di un lungo elenco.

Due giorni fa Kim Jong-un, leader supremo della Corea del Nord, ha annunciato di voler colpire l’isola di Guam, nell’arcipelago delle Marianne, dove hanno sede due basi militari statunitensi: una della US Navy nella parte sud, una dell’Aeronautica al nord. Guam è un’isola associata agli Stati Uniti: i suoi cittadini hanno la cittadinanza americana, ma non possono di fatto votare per eleggere propri rappresentanti al Congresso o al Senato degli USA.

Guam, tuttavia, è solo l’ultima di una lunga serie di isole contese tra due o più potenze per via della loro posizione strategica al centro di importanti rotte commerciali, o per la loro vicinanza a dei potenziali teatri operativi o, ancora, per la presenza di ingenti giacimenti di risorse naturali.

Tra le aree più interessate dalle contese troviamo il Mar Cinese Meridionale, dove le pretese degli stati che vi si affacciano hanno trovato numerose isole da disputarsi. Possiamo citare per esempio le isole Senkaku, oggetto di disputa tra Pechino e Tokyo, o le isole Paracel, contese tra Cina, Taiwan e Vietnam. Un’attenzione in più merita l’arcipelago delle isole Spratly, dove la Cina ha costruito recentemente installazioni militari d isole artificiali per ampliarne la superficie e aumentare la propria forza contrattuale sul controllo del Mar Cinese Meridionale, da cui transitano ogni anno merci per 5.000 miliardi di dollari. Operazioni a cui si oppongono Malesia, Filippine, Vietnam e Taiwan (con l’appoggio degli Stati Uniti), attraverso esercitazioni militari e provocazioni di vario genere.

Restando in Asia, troviamo poi le isole Curili, un arcipelago di circa sessanta isole aspramente conteso tra il Giappone e la Russia. Le Curili sono amministrate dalla Russia fin dalla metà del ‘900, ma il Giappone continua a rivendicare soprattutto quattro delle isole meridionali dell’arcipelago, note in Giappone come “territori settentrionali”. Anche per questo attrito sulle Curili tra Tokyo e Mosca non si è ancora giunti ad un formale trattato di pace. Nonostante la ripresa delle trattative tra Putin e Abe, la situazione è ancora in stallo.

Cambiando oceano, troviamo infine uno degli arcipelaghi causa di una delle ultime guerre combattute dalla Gran Bretagna. Le isole Falkland (o Malvinas, secondo gli argentini) sono un arcipelago dell’Oceano Atlantico, distante trecento miglia dalla costa argentina, ma territorio britannico abitato prevalentemente da persone di origine scozzese. Al centro di una guerra combattuta per il loro possesso nel 1982, la vittoria britannica ne sancisce il definitivo possesso da parte di Londra, anche se gli argentini continuano a rivendicarle come parte del proprio territorio nazionale. Nonostante una commissione ONU abbia stabilito che l’Argentina ha ragione, il palazzo di vetro si è ben guardato dal pronunciarsi su questa spinosa questione.

Lorenzo Spizzirri

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