Ieri il ministero degli Esteri dell’Ecuador ha dichiarato l’ambasciatore di Cuba, Basilio Antonio Gutiérrez, “persona non grata”, un’espressione latina -usata in diplomazia- che significa letteralmente “persona non gradita”. Ha inoltre fatto sapere che lui e il suo staff dovranno lasciare il Paese entro 48 ore.

«Questa azione dimostra anche il disprezzo dell’attuale governo dell’Ecuador per le pratiche diplomatiche e le cortesie osservate dalla comunità internazionale», ha commentato il Ministero degli Esteri cubano in un comunicato. La decisione fa seguito a un ordine esecutivo firmato martedì da Noboa, con il quale ha annullato gli incarichi diplomatici dell’ambasciatore ecuadoriano a Cuba José María Borja, senza fornire spiegazioni.

Ecuador-Cuba-Stati Uniti: un equilibrio precario, destinato alla rottura

Lo stesso giorno, Stati Uniti ed Ecuador hanno annunciato l’avvio di operazioni militari congiunte contro i gruppi criminali organizzati nella nazione andina. Noboa ha cercato di affermarsi come leader intransigente nei confronti della criminalità, sulla scia dell’ondata di violenza dei gruppi armati degli ultimi anni. La misura arriva nel contesto delle crescenti pressioni del presidente Donald Trump su Cuba, intensificatesi dopo che un’operazione militare statunitense ha deposto l’ex leader venezuelano Nicolás Maduro.

Si tratta di un momento piuttosto delicato per quanto riguarda le relazioni tra Cuba e Stati Uniti. Da gennaio, l’amministrazione Trump ha iniziato a fare pressioni economiche e militari sul regime che la governa, imponendo un blocco quasi totale delle importazioni di petrolio. Una settimana fa, la Guardia costiera cubana ha ucciso quattro persone a bordo di un motoscafo statunitense, entrato nelle sue acque territoriali, accusandole di volersi infiltrare nel Paese «per scopi terroristici», proprio mentre sembravano esserci dei segnali di distensione nei rapporti diplomatici.

Federica Checchia