Nel novembre del 2021, Tananai si è presentato a Sanremo Giovani con un sorriso beffardo, piazzandosi secondo con il brano Esagerata, che gli ha consentito l’accesso alla rosa dei Big in gara alla settantaduesima edizione del Festival. Un sorriso che nemmeno l’ultimo posto in classifica -incassato con ironia e con un video ormai iconico- è riuscito a spegnere e che ieri, al Rock in Roma, era più brillante che mai.
Da quel febbraio 2022, molte cose sono cambiate per Alberto Cotta Ramusino, in arte Tananai, nomignolo affibbiatogli dal nonno, che lo chiamava, in dialetto lombardo, “piccola peste”. La sua carriera è esplosa, singolo dopo singolo, album dopo album, e il ragazzo spiritoso che sperava in ventiquattro rinunce per poter partecipare all’Eurovision è diventato una delle voci più apprezzate della nuova generazione di cantautori italiani. Il bambino terribile ha compiuto trent’anni il mese scorso e, come ha dimostrato ampiamente durante il concerto di ieri, è cresciuto, senza però perdere l’appiglio fanciullesco che lo caratterizza.
Tananai al Rock in Roma: nuove ballad e vecchie hit





Tananai apre il live con Booster, quinto estratto dal suo terzo disco, CalmoCobra. Dopo i saluti di rito è passato a successi come la malinconica ballad Veleno, Ragni e Alibi, per poi scatenarsi sulle note di brani più movimentati, come Punk Love Storia -che ha al suo interno un irresistibile omaggio a Tiziano Ferro– o Baby Goddamn. Alberto è felice, felicissimo, e il suo entusiasmo è tangibile in ogni canzone, e nel modo in cui interagisce con il parterre, che risponde compatto sia alle hit più conosciute, che ad alcune “chicche” più datate.
Dopo Giugno, unico singolo del suo primo EP, Piccoli boati, il cantante meneghino confessa alla platea di non star passando un periodo particolarmente felice dal punto di vista personale e, forse, sentimentale («Cose mie, cose mie», scherza). Il momento di riflessione lascia il posto velocemente a un’altra ondata di energia, garantita da Esagerata e da Sesso Occasionale, il brano portato a Sanremo 2022, che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. La serata volge al termine, ma non prima di aver calato gli ultimi assi di un repertorio in continuo aggiornamento. Tango, la struggente ballata che gli è valsa il quinto posto a Sanremo 2023, viene cantata all’unisono dall’intero Ippodromo Capannelle, così come la nostalgica Abissale. Giusto il tempo di un ultimo saluto e di un ringraziamento, e poi via, verso la prossima data.
Il “nuovo” Rock in Roma




Si è molto parlato, in particolare dopo la presentazione del cartellone completo, del Rock in Roma e della direzione da esso presa negli ultimi anni. Quella che, un tempo, era un’istituzione del genere citato nel nome della kermesse, è andato via via trasformandosi in un evento eterogeneo, che spazia dall’indie al cantautorato, al rap, senza però abbandonare mai del tutto le sue radici rockeggianti, come dimostra lo show dei Fontaines D.C. di qualche giorno fa.
Da un certo punto di vista, vedere Tananai sul palco che, in passato, ha ospitato i Green Day, i Muse, i Radiohead e tanti altri, può sembrare una nota stonata. I puristi della manifestazione storcono il naso davanti alla lineup del 2025 e, in parte, hanno ragione. Eppure, vedere un cantante che si è formato pezzo dopo pezzo, esperienza dopo esperienza, realizzare il proprio sogno di esibirsi in una manifestazione di questo calibro, non può che fare piacere.
Alberto ha ancora del margine di miglioramento sotto vari punti di vista, ma è maturato musicalmente e personalmente; è più consapevole dei propri mezzi, ma non si è montato la testa, e la sua umiltà e il suo stupore di fronte a una folla di ragazzi accorsa per lui rende impossibile non volergli bene. Tananai ama fare quello che fa, è genuino e ha l’innata capacità di empatizzare con il suo pubblico, divertendolo e coinvolgendolo dalla prima all’ultima nota. E questo, a modo suo, è assolutamente rock.
Foto di Chiara Olmi
Report di Federica Checchia
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