L’esercito israeliano ha lanciato lunedì un’operazione di terra a Deir al-Balah, nel centro di Gaza, inviando prima ordini di evacuazione poi carri armati e soldati in una zona nel sud-est della città riservata finora alla popolazione sfollata della Striscia e alle operazioni delle organizzazioni umanitarie. L’offensiva ha causato diverse vittime, inclusi soldati israeliani secondo le Brigate Qassam, l’ala militare di Hamas che è intervenuta per fermare l’avanzata. Fonti mediche parlano di una sessantina di morti in tutta la Striscia nella giornata di lunedì.
“L’80% della Striscia è tutto rosso, tutto sotto attacco o sotto evacuazione dell’esercito israeliano. A Deir Al Balah stanno bombardando ovunque. L’altro ieri hanno ucciso mio cugino”, racconta Mohammed Almajdalawi, la cui famiglia si trova bloccata a Deir Al Balah.
Attualmente la popolazione di Deir al-Balah, compresi gli sfollati da altre zone della Striscia che qui si erano rifugiati pensando fosse sicuro, ammonta a circa 350.000 persone. Dall’ordine di evacuazione dell’esercito israeliano arrivato nella notte tra domenica e lunedì, la gente non sa più dove andare. Intanto l’intera area di Deir Al Balah è senza acqua dopo che Israele ha distrutto tutti i pozzi d’acqua: “I pozzi non sono stati colpiti per sbaglio”, denuncia Ibrahim al-Lahou, anche lui di Deir al-Balah, “sono stati mirati. I bombardamenti e i carri armati israeliani hanno distrutto in poche ore il serbatoio di Al-Baraka, i pozzi di Al-Mazra’a, di Al-Hakr, Al-Laham, Al-Ma’ni e la pompa fognaria di Al-Baraka. Adesso intere aree sono completamente senz’acqua”.
A subire attacchi è stata tuttavia anche una residenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), colpita tre volte ha dichiarato il direttore generale dell’agenzia sanitaria dell’Onu, Tedros Adhanom Ghebreyesus.
Le Nazioni Unite hanno denunciato il danneggiamento di almeno due strutture in città, ha reso noto un portavoce martedì.
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha) ha ricordato che attualmente quasi il 90 per cento della Striscia è sotto ordine di evacuazione o incluso in zone dichiarate militari da Israele e che oltre 2 milioni di palestinesi sono costretti a vivere nel 12 per cento del territorio di Gaza.
“L’ordine di evacuazione emesso dall’esercito israeliano ha inferto un altro colpo devastante alle già fragili linee di vita che tengono in vita le persone nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato l’Ocha in un comunicato.
L’operazione militare a Deir al-Balah segue l’ennesima strage di palestinesi ai centri di distribuzione degli aiuti nel nord e nel sud della Striscia, un incidente che ha spinto 25 Paesi tra cui l’Italia a chiedere a Israele di terminare la guerra e a rispettare il diritto umanitario internazionale.





