Cultura

Recensione di “D’inverno, Venezia”

Per la puntata dedicata alle letture domenicali abbiamo scelto il romanzo “D’inverno, Venezia”. Questo libro è nato dalla penna di Patrizio Nissirio ed è edito dalla casa editrice Ensemble. Il genere in questo caso è di stampo giallo-poliziesco e si incentra su una serie di crimini avvenuti in una Laguna descritta nei minimi particolari. Il lavoro puntuale e certosino nella descrizione della città e delle dinamiche è probabilmente dovuto all’attività giornalistica dell’autore. Infatti attualmente è direttore di Ansamed, il servizio di informazione riguardante tutto il bacino del Mediterraneo. Infine ha anche un passato da corrispondente estero, lavoro che l’ha portato in diverse parti del mondo.

Venezia e Mistirio

Il trasferimento di Aurelio Di Giannantonio dal fermento della capitale al capoluogo veneto è avvenuto nella maniera in cui accadono i fatti di routine. Nel lasciarsi alle spalle Roma il commissario infatti non porta con sé rimpianti, ma la speranza di costruirsi una nuova tranquillità. La sorte sembra dargli manforte: l’incontro con un’altra romana, l’affascinante Maria Quaranta ha in sé tutte le premesse per un futuro insieme. Lo stesso non si può dire per l’ispettore Dashwood, una giovane donna italo-inglese arrivata a Venezia sulla promessa di un nuovo amore che le è però sfumato fra le mani.

A sconvolgere queste vite normali sarà un caso mai visto prima. Incominciano infatti a verificarsi una serie di aggressioni a individui che apparentemente non presentano nessun tipo di legame o di storia in comune. I fautori sono occultati da maschere da wrestling. In una continua escalation di violenza durante il Carnevale si sfocia infine in un omicidio. La vittima è un boss mafioso, ma l’uccisione non presenta le tipiche caratteristiche di una vendetta della malavita. Arrivati a questo punto le indagini devono trovare un punto di svolta. Il commissario, affiancato da Spartaco Lo Russo e Nina Dashwood, dovrà riunire tutti i pezzi a volte passando anche per vie al limite della legalità. In un continuo crescendo in cui ognuno di loro scoprirà di non potersi fidare di nessuno arriveranno alla pista principale: un’organizzazione criminale che vuole sostituirsi alla giustizia.

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