L’Europa raccoglierà 90 miliardi di euro per finanziare l’Ucraina nei prossimi due anni, dopo essersi scontrati con il piano per l’emissione del prestito di riparazione. Usare i beni russi avrebbe consentito all’Europa di sostenere la resistenza ucraina senza mettere risorse proprie, esponendo però i paesi membri a possibili ritorsioni legali da parte della Russia. Il Belgio era il paese maggiormente contrario, dato che tramite una sua società detiene 185 dei 210 miliardi di asset russi congelati in Europa.
Di fronte a uno stallo sulle richieste del Belgio di ottenere garanzie illimitate prima di attingere ai beni russi immobilizzati ospitati nel Paese, quindi, i leader dell’Ue hanno optato per l’emissione di un debito comune per tenere a galla Kiev l’anno prossimo e nel 2027 a fronte del bilancio comune del blocco. Ungheria, Cechia e Slovacchia non parteciperanno allo schema.
“Il pacchetto finanziario prevede un prestito a tasso zero che l’Ucraina dovrà rimborsare solo dopo che la Russia avrà pagato le riparazioni”, spiega il cancelliere tedesco Friedrich Merz. E aggiunge: “I beni russi congelati rimarranno bloccati finché la Russia non avrà pagato le riparazioni all’Ucraina. Sarà decisivo per la fine della guerra”.
L’Ungheria, la Repubblica Ceca e la Slovacchia non parteciperanno al prestito europeo da 90 miliardi di euro a favore dell’Ucraina. L’opt-out è scritto nero su bianco nelle conclusioni adottate dal Consiglio europeo.
“A seguito delle recenti proposte della Commissione e dell’Alta Rappresentante, il Consiglio europeo invita il Consiglio e il Parlamento europeo a continuare a lavorare sugli aspetti tecnici e giuridici degli strumenti che istituiscono un prestito di riparazione basato sui saldi di cassa associati ai beni immobilizzati della Russia”, si legge nel testo.
“Nel frattempo, al fine di garantire il necessario sostegno finanziario all’Ucraina a partire dal secondo trimestre del 2026, comprese le sue esigenze militari, il Consiglio europeo concorda di erogare all’Ucraina un prestito di 90 miliardi di euro per gli anni 2026-2027, basato sui prestiti contratti dall’Ue sui mercati dei capitali e sostenuto dal margine di bilancio dell’Ue. Attraverso la cooperazione rafforzata (articolo 20 TUE) in relazione allo strumento basato sull’articolo 212 TFUE, qualsiasi mobilitazione di risorse del bilancio dell’Unione a garanzia di tale prestito non avrà alcun impatto sugli obblighi finanziari della Repubblica Ceca, dell’Ungheria e della Slovacchia”





