L’ex direttore dell’FBI, James Comey, si è dichiarato non colpevole mercoledì di entrambi i capi d’accusa. Comey ha chiesto di andare a processo: i suoi avvocati puntano a dimostrare che le accuse contro di lui sono pretestuose, e a far archiviare il caso prima che si arrivi alla prima udienza.
Comey è accusato per false dichiarazioni e per ostruzione di un procedimento congressuale, in relazione alla sua testimonianza davanti alla Commissione Giustizia del Senato nel 2020.
Le udienze preliminari sono state fissate tra novembre e dicembre, mentre la prima udienza del processo il prossimo 5 gennaio. In questo periodo Comey rimarrà in libertà.
Una giuria federale ha incriminato Comey il 25 settembre, pochi giorni dopo che il presidente Donald Trump aveva chiesto pubblicamente al procuratore generale Pam Bondi e al Dipartimento di Giustizia di agire “immediatamente” contro Comey e altri oppositori politici.
L’FBI è l’agenzia di polizia federale investigativa degli Stati Uniti, e come suo capo Comey guidò le indagini sulle interferenze russe che favorirono Trump nelle elezioni statunitensi del 2016. Da quel momento diventò un bersaglio del presidente, che in più occasioni ha fatto pressioni sul dipartimento di Giustizia per indagare persone che considera sue nemiche. Tra queste c’è anche Comey, che Trump licenziò nel 2017 in modo inaspettato e inusuale: Comey sostiene che lo fece perché lui si era rifiutato di bloccare le indagini su una persona molto vicina a Trump, coinvolta nel caso sulle interferenze russe. Comey è accusato di aver mentito alla commissione Giustizia del Senato durante una testimonianza del 2020 sui rapporti tra il comitato elettorale di Trump e la Russia.





