L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato condannato per corruzione di magistrato e traffico di influenze a tre anni di carcere, di cui uno senza condizionale e con il beneficio del braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei legali dell’ex numero uno dell’Eliseo contro la condanna definitiva in appello. Quella di Sarkozy, oggi 69enne, è una condanna senza precedenti per un ex Capo dello Stato francese.

La condanna ha raggiunto l’ultimo grado di giudizio ed è quindi diventata definitiva: Sarkozy dovrà scontare un anno agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, dato che due anni di pena sono stati sospesi con la condizionale. Sarkozy è coinvolto in diverse altre indagini ed era già stato condannato in altri due processi, ma questa è la prima sentenza definitiva.

Sarkozy, che fu presidente dal 2007 al 2012, è stato condannato per aver cercato di ottenere favori e informazioni riservate dal magistrato francese Gilbert Azibert in merito a un altro caso che lo riguardava, offrendo in cambio di usare i suoi contatti per garantire ad Azibert un incarico onorifico nel principato di Monaco. L’accusa si basava su conversazioni fra Sarkozy e il suo avvocato Thierry Herzog avvenute su due cellulari prepagati acquistati con lo pseudonimo “Paul Bismuth” (motivo per cui il processo è noto come “caso Bismuth”). Queste conversazioni erano state intercettate nell’ambito delle indagini, ancora in corso, su presunti finanziamenti illeciti alla campagna elettorale di Sarkozy del 2007 provenienti dalla Libia.

Il predecessore di Sarkozy, Jacques Chirac, è stato l’unico altro presidente francese condannato per corruzione nel 2011, dopo aver lasciato l’incarico. Sarkozy, 69 anni, è stato riconosciuto colpevole di aver cercato di corrompere un giudice, Gilbert Azibert, offrendo un incarico a Monaco in cambio di informazioni riservate su un’indagine sulle sue finanze legate alla campagna del 2007. Il giudice è stato anch’egli condannato. Sarkozy è stato coinvolto in altri procedimenti legali. L’anno prossimo dovrà affrontare un altro processo per corruzione e finanziamento illecito in relazione al presunto sostegno libico alla sua candidatura presidenziale del 2007. Se condannato, potrebbe rischiare fino a dieci anni di carcere.