Gena Heraty, missionaria irlandese rapita il 3 agosto da un orfanotrofio di Haiti, è tornata in libertà. Lo hanno comunicato il governo dell’Irlanda e la sua famiglia; i rapitori hanno rilasciato anche le altre otto persone rapite insieme a lei (sette adulti e un bambino di tre anni con disabilità). All’inizio del mese, i media locali hanno riferito che il rapimento sarebbe avvenuto nelle prime ore del mattino, e che i malviventi avrebbero permesso ad Heraty di fare una telefonata.
La donna è la direttrice dell’orfanotrofio Sainte-Hélène della città di Kenscoff, situata a circa dieci dalla capitale Port-au-Prince. L’istituto è parte della rete Nos Petits Frères et Sœurs, che gestisce strutture di questo tipo, ospedali e programmi educativi per bambini nel Sud America e nei Paesi caraibici.
L’annuncio della liberazione di Gena Heraty
Di seguito, il comunicato della famiglia Heraty.
«Siamo felicissimi di poter annunciare che Gena e tutti coloro che erano stati rapiti con lei sono stati rilasciati dopo il rapimento avvenuto il 3 agosto 2025 nella proprietà di St. Hélène a Kenscoff, Haiti.
Siamo sollevati oltre ogni dire. Tutti noi siamo profondamente grati a coloro, ad Haiti e a livello internazionale, che hanno lavorato instancabilmente in queste terribili settimane per contribuire a garantire il loro ritorno in sicurezza. In particolare, vorremmo esprimere il nostro ringraziamento per il sostegno del Tánaiste Simon Harris, Ministro degli Affari Esteri e del Commercio, e del suo team presso il Dipartimento degli Affari Esteri, tra cui Geraldine Byrne Nason, Ambasciatrice d’Irlanda presso gli Stati Uniti d’America. La manifestazione globale di preoccupazione, amore, preghiere e solidarietà dimostrata per Gena e per noi da amici, vicini, comunità, colleghi e, in effetti, da coloro che non hanno alcun legame con noi è stata un’enorme fonte di conforto e sostegno.
Per ora la nostra priorità è Gena – la sua salute, la sua protezione e la sua privacy – e le persone di cui si prende cura. Chiediamo gentilmente ai media di rispettare la privacy di tutti coloro che sono coinvolti in questa traumatica esperienza.
Continuiamo a tenere Haiti nel cuore e a sperare nella pace e nella sicurezza per tutti coloro che sono colpiti dalla violenza armata e dall’insicurezza che persistono nel Paese.
La famiglia Heraty»





