Dopo cinque anni di detenzione a Caracas, le autorità hanno rilasciato il cittadino italo-venezuelano Alfredo Schiavo. A mediare la sua liberazione e stata la Comunità di Sant’Egidio, molto attiva sul territorio. L’uomo, sessantasette anni, è figlio di italiani emigrati in Venezuela negli anni Cinquanta; negli ultimi tempi le sue condizioni di salute erano diventate piuttosto critiche.
Schiavo è in volo verso Roma, e farà ritorno in Italia oggi pomeriggio; dovrebbe atterrare all’aeroporto di Fiumicino alle 16:45. Nel 2020 era stato condannato per il suo presunto coinvolgimento in un tentato colpo di Stato risalente al 2019, messo a punto da ex soldati americani e disertori venezuelani.
Alfredo Schiavo liberato per motivi umanitari

L’imprenditore si trovava nel carcere di El Helicoide, dove vengono rinchiusi i prigionieri politici. La Comunità di Sant’Egidio ha agito in collaborazione con le istituzioni italiane, prima tra tutte l’ambasciata. A supportarli, alcune personalità venezuelane, come il governatore della regione di Carabobo, ex ambasciatore in Italia, Rafael La Cava. L’organizzazione «ringrazia il presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, per aver concesso la liberazione, con un atto di sua propria liberalità per ragioni umanitarie».
Al momento, sette persone con cittadinanza italiana sono detenute in Venezuela; tra queste c’è anche anche Alberto Trentini, il cooperante italiano arrestato lo scorso novembre con accuse di cospirazione. Di lui si sa ben poco: il governo non ha ancora concesso la visita del console italiano, né ha permesso al prigioniero di telefonare alla famiglia, che l’ha sentito l’ultima volta il 15 novembre, quando è stato fermato insieme all’autista con cui viaggiava.
Federica Checchia
Seguici a Google news





