Liliana Segre, testimone della vita

È difficile racchiudere in poche righe la straordinaria vita di Liliana Segre. Segnata dal dolore, dalla sofferenza di aver vissuto una delle pagine più tristi della storia contemporanea: l’Olocausto. È infatti tra i 25 italiani sopravvissuti ai campi di concentramento sotto i 14 anni. Liliana e la sua famiglia sono stati deportati ad Auschwitz, da cui ha fatto ritorno solo lei. Scopriamo insieme la sua vita e la sua toccante storia.

Liliana Segre nasce a Milano, il 10 settembre 1930. Figlia di Alberto Segre, perde la madre quando aveva solo un anno. Passa così l’infanzia con il padre e i nonni paterni. Sebbene la sua fosse una famiglia laica, le sue origini erano comunque ebraiche. Purtroppo, con l’avvento delle leggi razziali nel 1938, a nulla valse la sua conversione al cattolicesimo con il battesimo, e fu comunque espulsa dalla scuola.

La vita di Liliana Segre - PhotoCredit: © left.it
La vita di Liliana Segre – PhotoCredit: © left.it

La fuga dalle persecuzioni

Purtroppo, le persecuzioni si fanno sempre più intense. Il padre di Liliana Segre decide di nasconderla a casa di alcuni amici, con documenti falsi. Tentano anche la fuga verso Lugano, ma venne arrestata al confine e detenuta con il padre e due cugini al carcere di San Vittore a Milano. Il 30 gennaio 1944 viene, purtroppo, deportata dal tristemente noto binario 22, verso Auschwitz. Il padre e i nonni muoiono poco tempo dopo, nello stesso campo.

Resta ai lavori forzati fino al primo maggio 1945, sopravvivendo a ben tre selezioni. Quando finalmente torna in Italia, viene affidata ai nonni materni, che vivevano nelle Marche, e che lei conosce appena. Passerà anni di ostinato silenzio, nella convinzione che nessuno potesse capire il grandissimo trauma che si portava dietro. Nel 1948 poi, incontra il futuro marito, Alfredo Belli Paci.

La stella dedicata - PhotoCredit: © ilmessaggero.it
La stella dedicata – PhotoCredit: © ilmessaggero.it

La testimonianza di Liliana Segre

Solo molti anni dopo riesce a riportare le sue prime testimonianze. Già a partire dal 1997 comincia a partecipare ai primi documentari, a rilasciare le prime interviste e a scrivere le prime opere. La prima è Voci della Shoah, pubblicata nel 1996. La più recente risale a quest’anno, dove Liliana Segre con Gherardo Colombo pubblicano La sola colpa di essere nati. Partecipa inoltre anche ad alcune opere teatrali, la più famosa è Come un ermellino nel fango, progetto del 2012.

Nel 2018, a 80 anni dalle leggi razziali, riceve dal Presidente della Repubblica Mattarella l’incarico di Senatrice a vita, per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale. Infatti, oltre al grande lavoro di testimonianza, Liliana ha collaborato dal 1975 con l’Osservatorio Antisemitismo. Ha collaborato dunque con la Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano.

Una stella per non dimenticare

Proprio ieri, alla vigilia di questa Giornata della Memoria, le è stata assegnata una stella dall’International Astronomical Union. La stella riporta il suo numero di matricola, 75190. Come afferma la stessa Liliana nella sua autobiografia del 2015, Fino a quando la mia stella brillerà, “alla fine della giornata, il mio mondo di fantasia, al quale mi aggrappavo per ‘fuggire’ dal campo, era diventato una piccola stella che vedevo nel cielo. Ogni giorno, quando arrivava il buio la cercavo, le parlavo. Significava che un altro giorno era passato”.

La sua straordinaria testimonianza ci permette di conoscere da vicino una delle pagine più tristi della storia contemporanea. In questa Giornata della Memoria, in un periodo così difficile, non dimentichiamo tutte le vittime di una strage che altro non è se non il frutto dell’odio più radicato. Ma la storia di Liliana permette di non perdere mai la speranza, di guardare sempre in alto le stelle, per non dimenticare mai.

Marianna Soru

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