Attualità

Liliana Segre e le forze oscure in campo

Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di concentramento

Liliana Segre è rimasta stupita dal voto non unanime per la commissione contro l’antisemitismo, ma ancor più stupefacenti sono le parole del centrodestra

É bastata una proposta da parte di un monumento della civilità, Liliana Segre, a far cadere la maschera della “buona” destra italiana che finalmente ha mostrato la sua vera natura, la sua ala più estremista, conservatrice di quei valori che oggi più di ieri potrebero rappresentare un pericolo per la società. Prima la buona o la cattiva notizia? Iniziamo dalla buona notizia: la mozione per l’istituzione di una commissione parlamentare straordinaria per il contrasto dei fenomeni di istigazione all’odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e alla violenza su basi etniche e religiose è stata accolta da 151 senatori. Ed ecco la cattiva notizia, quella che ci dovrebbe far riflettere: sono 98 i senatori appartenti alla Lega, a Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno deciso di astenersi. Una decisione agghiacciante giustificata in maniera del tutto irriverente.

Se come afferma Liliana Segre “rimanere indifferenti non è più possibile”, allora ci si dovrebbe chiedere come sia stato possibile tutto ciò.

Le parole degli astenuti

Nel corso di una diretta Facebook, l’ex ministro Matteo Salvini è tornato sulla polemica che ha visto protagonista il centro destra sull’astensione per la mozione della commissione straordinaria.

https://www.facebook.com/salviniofficial/videos/969153930111591/

«L’antisemitismo è roba da malati di mente, dire che non è esistito l’Olocausto merita delle cure da un medico bravo, altro paio di maniche è mettere sullo stesso piano coloro che dicono che l’Italia ha una storia, una cultura, un onore e una identità che non possono essere messi in disparte e svenduti».

«Un conto è condannare la violenza, i campi di sterminio nazisti o comunisti, perché Hitler e Stalin sono la stessa feccia, condannare gli errori e gli orrori della storia – afferma Salvini – altro conto è utilizzare questa storia per bloccare la libertà di pensiero e di parola e il “prima gli italiani”, perché secondo qualche cretino “prima gli italiani” è razzismo, bloccare gli immigrati clandestini è razzismo».

L’ex Ministro continua: «Una bella commissione sovietica come nemmeno Orwell in passato. Conte, Renzi, Di Maio, Zingaretti andate a rileggere 1984, la politica che perseguitava il pensiero, le libertà, la passione, l’arte, il teatro perché facevano paura al regime».

La senatrice Segre ha risposto: “Se Orwell viene evocato da Salvini vuol dire che stiamo sulla stessa linea. Orwell aveva scritto in anticipo di cinquanta anni che la storia poteva essere cambiata a seconda di come cambiava il potere”.

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