Ogni giorno, interagiamo con familiari e sconosciuti, compriamo un cellulare o una bevanda al bar, apriamo il telefono e notiamo tendenze che scegliamo di seguire o non seguire. Ogni giorno ci confrontiamo con individui, moda e denaro. Così potremmo descrivere i soggetti dell’analisi da Georg Simmel, sociologo e filosofo tedesco, nato il 1° marzo del 1858, la cui analisi sulla società ottocentesca, descrive perfettamente la società moderna attuale.

La società di Georg Simmel

Georg Simmel - Photo Credits gabriellagiudici.it
Georg Simmel – Photo Credits gabriellagiudici.it

Per Simmel la società è il risultato delle interazioni tra i singoli individui. Il suo lavoro si incentra infatti sull’analizzare l’individuo e le sue interazioni nella socialità, valutandone influenze e modi di agire. Essendo i singoli individui, membri di una comunità, è possibile, per Simmel, comprendere comportamenti e limiti tramite le loro interazioni. La sua “Sociologia Formale” tende ad evidenziare tutti i tipi di interazione che nascono dal comportamento psicologico, religioso, economico e politico.

I fatti sociali possono essere ricondotti al tipo di relazione tra gli individui, che sia questa stabile o passeggera, profonda o superficiale. Ogni uomo vive in diverse cerchie sociali, le quali più sono strette, più i legami al suo interno sono forti e stabili.  Al contrario, se la cerchia sociale è ampia, maggiori sono la differenziazione sociale e l’individualizzazione. L’individuo è libero di scegliere, ma confrontandosi con una cerchia più ampia, quindi una massa, rischia di perdere la propria identità attraverso la massificazione che propone l’età moderna.

Metropoli(s)

Annoiato, indifferente e stordito: una creatura ibrida, a metà tra l’umano e il meccanico sembra popolare il nuovo luogo della modernità, la metropoli. Simmel individua il cittadino blasé, il tipo della moderna metropoli, come il simbolo stesso della modernità. È annoiato dalla vita, nonostante la molteplicità di stimoli che riceve dalla società nella quale vive, con distacco e individualità.

Nella società moderna, l’individuo prende parte a tanti cerchi sociali differenti, senza che nessuno di essi eserciti su questo un dominio sulla sua personalità. Ogni individuo occupa una propria posizione all’interno della società, ricoprendo una serie di ruoli che lo portano ad avere comportamenti differenti a seconda della situazione. Quanto più è maggiore la pluralità di cerchi cui l’individuo partecipa, tanto più la sua personalità apparirà profondamente segmentata. Ci troviamo dunque di fronte a degli individui, la cui personalità è sottoposta a forme di differenziazione sociale a seconda del gruppo che occupa.

Moda: differenziazione e massificazione

La differenziazione della personalità è messa a dura prova da un altro stimolo che per Simmel avvolge l’uomo della metropoli: il bisogno di conformità. In bilico tra la necessità di uniformarsi al gruppo a cui appartiene e la necessità di diversificarsi dagli altri, l’individuo cerca di essere contemporaneamente dentro e fuori dai gruppi sociali.

Tutta la storia sociale, egli afferma, si riflette nel conflitto tra “conformismo e individualismo, unità e differenziazione”: gli individui desiderano essere, unità sociali e individuali allo stesso tempo. La moda e gli abiti sono per Simmel, mezzi attraverso cui questo insieme di desideri e necessità vengono negoziate.

La moda diviene la forma della massificazione, in quanto tende all’uguaglianza sociale, ma anche della differenziazione individuale, tramite la quale un individuo può scegliere quale immagine mostrare e diversificarsi dal resto. Questa considerazione vale anche per la società odierna: utilizziamo degli strumenti massificati, cercando, tramite la selezione di questi, di differenziarci dagli altri per mostrare la nostra individualità.

Filosofia del denaro, (Georg Simmel, 1900)

L’economia del denaro domina la metropoli”: se tramite la moda, l’individuo riesce a differenziarsi e massificarsi, con il denaro, l’individualità viene annullata.

Georg Simmel, Filosofia del denaro, 1900

Un consumatore non conosce e non incontra mai direttamente.

Filosofia del denaro” (1900) è l’opera più significativa di Georg Simmel: essa analizza il denaro come simbolo dell’epoca moderna, caratterizzata dall’impersonalità e dall’indifferenza. Gli oggetti diventano merci, i valori umani diventano merci: il denaro domina la vita sociale, la quantità supera la qualità.

Come in Metropolis (Fritz Lang, 1927) l’uomo è un piccolo ingranaggio inserito nell’enormità del sistema, ed è costretto ad annullare la propria natura spirituale ed intellettuale, per adattarsi ai frequenti cambiamenti proposti dalla dalla città moderna. Lo spirito oggettivo domina quello soggettivo, portando alla completa alienazione dell’individuo, oramai ingranaggio della catena di montaggio dei “Tempi Moderni” (Charlie Chaplin, 1936)

Il denaro non ha valore in quanto tale, ma tramite esso, l’uomo conferisce un valore alla sua vita, calcolando l’insieme dei valori degli oggetti che riesce ad acquisire: più si ha, meglio è.La vita sociale, non viene più analizzata su termini soggettivi e qualitativi, ma oggettivi e quantitativi.  Allo stesso modo, relazioni e interazioni, diventano merci da ottenere sulla base del calcolo, funzionalità e utilità. Questa è la società moderna: un insieme massificato e impersonale di individui, regolato dal denaro.

Martina Capitani

Seguici su Google News