«Considereremo qualsiasi azione militare europea come un atto di guerra che richiede una risposta». Ad affermarlo, secondo quanto riporta il Tehran Times, è il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in quello che appare una minaccia, più che un avvertimento, all’Unione Europea. Gli fa eco il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo il quale l’Iran avrebbe attaccato solo alcuni centri militari per colpire le basi statunitensi.
«È certamente Israele che ha condotto sabotaggi nei Paesi della regione per offuscare l’immagine dell’Iran ed estendere la guerra alla regione», ha affermato. Si è poi rivolto agli alleati arabi degli Stati Uniti: «Questi Paesi dovrebbero essere cauti nel non rendersi complici delle azioni israeliane. Sarebbe meglio se agli Stati Uniti non fosse permesso di usare i loro territori per lanciare attacchi contro l’Iran».
L’Iran avverte l’Unione Europea e i Paesi del Golfo: il messaggio di Hezbollah
Dello stesso parere anche un alto funzionario di Hezbollah, Mohamoud Komati. Secondo lui, dopo i ripetuti attacchi di Israele al Libano, nonostante il cessate il fuoco, la pazienza del gruppo sciita si sarebbe esaurita, non lasciandogli altra scelta che tornare alla resistenza armata. «Il nemico sionista voleva una guerra aperta, che non ha mai fermato dopo l’accordo di cessate il fuoco», ha dichiarato. «Quindi, che sia una guerra aperta».
Komati ha ribadito che Hezbollah avrebbe rispettato gli accordi raggiunti con il governo israeliano nel novembre 2024, sperando di porre così fine alle aggressioni da parte degli uomini di Netanyahu. Come si evince dall’ufficio stampa di Hezbollah, Komati ha attaccato anche il governo libanese per aver definito illegali le azioni della milizia. Ha poi chiesto a quest’ultimo di consegnare le armi, accusandolo di non aver saputo difendere il proprio Paese.
Federica Checchia





