Oggi l’Iran ha lanciato missili in direzione di Israele, Kuwait, Bahrein e Giordania, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato (Irib). Secondo l’emittente, i Guardiani hanno preso di mira diversi obiettivi nel nord e nel centro di Israele, tra cui Tel Aviv, nonché due basi militari utilizzate dagli Stati Uniti in Kuwait, un’altra in Bahrein e un’altra ancora in Giordania, utilizzando “missili e droni”.

Kuwait di nuovo bersaglio dell’Iran

Il Kuwait è nuovamente bersaglio di un attacco con droni e missili dopo un primo attacco che aveva provocato l’incendio di un serbatoio di carburante dell’aeroporto internazionale dell’emirato. “Le difese aeree kuwaitiane stanno attualmente rispondendo ad attacchi ostili con missili e droni”, ha annunciato l’esercito kuwaitiano.

I media statali libanesi hanno riferito che gli ultimi attacchi israeliani hanno causato la morte di almeno sei persone in una città e in un campo profughi palestinese nella zona meridionale di Sidone. Citando il ministero della Salute, l’agenzia di stampa ufficiale National News Agency ha riferito che quattro persone sono state uccise in un “raid nemico israeliano” sulla città di Adloun e altre due in un attacco contro un appartamento nel campo profughi di Mieh Mieh.

Gli Stati Uniti hanno inviato all’Iran un piano in 15 punti

Gli Stati Uniti hanno inviato all’Iran un piano in 15 punti per mettere fine alla guerra. Lo riporta il New York Times sottolineando che il piano è stato trasmesso tramite il Pakistan. Non è chiaro quanto sia stato condiviso fra i funzionari iraniani, né se l’Iran è propenso o meno ad accettarlo come base per i negoziati. Secondo il New York Times non è chiaro neanche se Israele abbia condiviso la proposta.

Cosa otterrà l’Iran in cambio, secondo questo piano? La rimozione di tutte le sanzioni, l’aiuto a promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr (produzione di elettricità) e verrà eliminata la minaccia dello ‘snapback’, ossia del ripristino automatico delle sanzioni.

Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di «tradimento» a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. «Non vogliono lavorare con Kushner e Witkoff perché li hanno pugnalati alle spalle», ha detto una fonte del Golfo. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. «Vance è preferito», ha detto una fonte del Golfo a proposito degli iraniani.