L’Iran ha promesso attacchi “devastanti” contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Trump. Intanto, nella notte, le difese aeree di Israele hanno reagito a un attacco missilistico iraniano, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto il suo discorso alla nazione. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano, che in un comunicato ha sottolineato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” per la terza volta in poco più di tre ore, aggiungendo che “i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”.
Le sirene antiaeree hanno suonato in tutto il nord di Israele, secondo il Comando del Fronte Interno dell’esercito, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni.
“Se Dio vuole, questa guerra vi porterà umiliazione, sconfitta, rimpianti e capitolazione”, è la dichiarazione del comando operativo militare Khatam Al-Anbiya in una dichiarazione, citata da Mehr, in risposta alle ultime affermazioni del presidente Donald Trump, il quale ha dichiarato che gli Stati Uniti effettueranno massicci bombardamenti contro l’Iran entro due o tre settimane.
L’ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l’Iraq, avvertendo che “milizie filo-iraniane” potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore.
Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena. “Gruppi di miliziani terroristici iracheni allineati con l’Iran potrebbero avere intenzione di condurre attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore. L’Iran e le milizie terroristiche allineate con l’Iran hanno condotto attacchi diffusi contro cittadini statunitensi e obiettivi associati agli Stati Uniti in tutto l’Iraq, compresa la Regione del Kurdistan iracheno (IKR). Potrebbero avere intenzione di colpire cittadini statunitensi, aziende, università, sedi diplomatiche, infrastrutture energetiche, hotel, aeroporti e altri luoghi percepiti come associati agli Stati Uniti, nonché istituzioni irachene e obiettivi civili. Le milizie terroristiche hanno preso di mira cittadini americani per rapirli. I cittadini statunitensi dovrebbero lasciare l’Iraq immediatamente“, si legge sul profilo X dell’Ambasciata Usa a Baghdad.
“La missione diplomatica statunitense in Iraq rimane aperta, nonostante l’ordine di espatrio, per assistere i cittadini statunitensi presenti in Iraq. Si sconsiglia di recarsi all’Ambasciata a Baghdad o al Consolato Generale a Erbil, a causa dei significativi rischi per la sicurezza“, aggiunge la nota. Lo scorso 31 marzo, nel centro di Baghdad, è stata rapita la giornalista statunitense Shelly Kittleson





