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L’Italia detiene il primato Ue per evasione fiscale

Classifica europea sul tasso di evasione fiscale. Iva a livelli stellari

Dal rapporto sull’Iva della Commissione UE emerge che il nostro Paese è tristemente primo in classifica per l’evasione Iva.

Le perdite per lo Stato ammontano a ben 33,6 miliardi e l’Italia è al quarto posto per il maggior divario tra gettito previsto e riscosso (24%) a seguito solo della Romania (35,5%), della Grecia (33,6%) è della Lituania (25,3%).

Un leggero miglioramento rispetto ai dati raccolti per il 2016 dai quali si legge che l’evasione si è ridotta di 2,8 punti percentuali ed è scesa da 37 miliardi di euro a 33,6.

Non vi sono dubbi, l’Italia è la prediletta per le frodi fiscali ma il panorama globale non è certo più roseo perché i Paesi membri dell’Unione Europea hanno perso complessivamente 137 miliardi sul valore Iva non versata e non riscossa.

Il divario dell’Iva altro non è che la differenza tra il gettito Iva atteso e ciò che realmente giunge nelle casse erarie nazionali.

Per quanto sia leggermente diminuito nel corso degli anni si mantiene comunque a livelli molto elevati.

Indispensabile un intervento economico-fiscale

L’agenda fiscale rileva la necessità di una riforma delle norme europee sull’imposta del valore aggiunto.

Occorre poi migliorare la cooperazione tra gli Stati per contenere ed ostacolare le frodi dell’Iva rendendo funzionali le norme per le imprese e per i commercianti che svolgono il loro lavoro legalmente.

Nessun paragone con il 2013 dove il Gap italiano superava i 40 miliardi di euro.

Il recupero registrato apre la speranza per un Trend che potrebbe apportare circa 3 miliardi l’anno nelle casse statali, un recupero lento ma pur sempre presente.

La realtà europea

Un panorama molto vario e diversificato è quello tra i diversi Stati dell’UE.

Il tax-gap dell’Iva si è ridotto in 25 stati ed è invece aumentato in tre.

Malta registra un calo di 7 punti percentuali, la Polonia di 6, Cipro di 4 e 2 punti percentuali sono stati registrati per Slovenia, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Repubblica Ceca e Francia.

Non così roseo è stato il tax-gap della Grecia che ha subito un incremento di 2,6 punti percentuali, per la Lettonia + 1,9% e per la Germania + 0,2%.

Le previsioni stimano una tendenza al ribasso del divario dell’Iva sotto la soglia di 130 miliardi di euro.

Nonostante la riduzione del livello di evasione sarà necessaria una cospicua riforma del sistema dell’Iva che renda sempre meno possibile frodare lo Stato.

Le trattative tra gli Stati non si arrestano mentre miliardi di euro vengono scialacquati in pratiche illegali.

L’ammontare economico relativo all’evasione fiscale rappresenta il doppio della spesa statale annua per la sanità della nazione.

Si può concludere quindi che le manovre attuate dai governi nel susseguirsi degli anni non abbiano prodotto alcun risultato e non siano riuscite a porre fine alla piaga che affligge il nostro paese.

 

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