Cronaca

Lite a Tiburtina, si suicida giovane congolese con la pistola di un vigilante

Massimo Petrini, guardia giurata è fuori pericolo, nonostante sia rimasto ferito alla gola e al braccio. Esclusa la matrice terroristica, Michel Zama Massamba era in cura in un CIM. Si suicida all’età di 21 anni.

Non è passato nemmeno un minuto da quegli attimi di terrore. Da quando ha accoltellato quella guardia giurata alle spalle, gli ha sottratto le pistola, ha fatto alcune decine di metri e si è suicidato, facendosi fuoco alla tempia. Non erano passati nemmeno sessanta secondi, in dei momenti che hanno gelato il sangue a centinaia di persone che affollavano il tunnel della stazione Tiburtina, dal quale si accede sia ai binari del treno che alla metro B.

I fatti ed il suicidio

Questa è la sequenza dei fatti accaduti alla stazione Tiburtina, giovedì 26 Settembre alle ore 17:00 quando Michel Zama Massamba, congolese di 21 anni, classe 1998, residente a Roma si è suicidato con la pistola rubata alla guardia giurata Massimo Petrini, vigilante per la società Urbe. Petrini è stato sorpreso alle spalle, pugnalato con un coltello da cucina al braccio e alle spalle. Avviene una colluttazione, con entrambi che cadono a terra. La pistola cade, il giovane congolese la impugna e dopo aver percorso pochi metri si punta la pistola alla tempia e fa fuoco. La GPG è in una pozza di sangue e si teme il peggio, nonostante tutto sta bene. Viene ricoverato d’urgenza al Policlinico Umberto I assieme alla famiglia, la sorella volontaria nelle zone terremotate di Lazio e Abruzzo. Un infermiera ha soccorso Petrini immediatamente dopo l’evento, tamponandogli le ferite.

Esclusa la matrice terroristica per la dinamica suicida del giovane

A Ostia Antica arrivano messaggi di solidarietà, quartiere dove vive Massimo.”Daje Massimo, siamo tutti con te, tieni duro e reagisci”. Domani 28 Settembre, Massimo compirà 58 anni, lo festeggerà con la sua famiglia. Ora vi è da capire perché il 21enne africano abbia compiuto l’insano gesto, viveva a Mentana con la famiglia da 10 anni. Era in cura presso un centro di salute mentale, in quanto affetto da problemi psichici. Nello zaino, gli investigatori hanno poi trovato altri due coltelli, oltre al terzo coltello con il quale ha ferito il vigilante. Nonostante sia cresciuto in una famiglia cattolica, viene esclusa la matrice del fondamentalismo cattolico (come gesto terroristico). Nonostante chi lavora e frequenta la stazione Tiburtina, dichiara che ci sono sicuramente personaggi discutibili, è la prima volta che accade un evento del genere.

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