L’Orto Botanico nel cuore di Roma ospita The Living Chapel, un’istallazione musicale realizzata con materiali di scarto e immersa nel verde. Un luogo sacro che invita alla riflessione sui temi dell’ecologia e dell’armonia tra uomo e natura.

Il 5 giugno 2020 è stata la Giornata mondiale dell’ambiente, evento che ricorre dal 1972 a partire dall’istituzione del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente. A Roma in questa occasione è stata inaugurata l’istallazione The Living Chapel negli spazi dell’Orto Botanico alle pendici del Gianicolo. Questo vero e proprio polmone verde fa parte dei Musei del Dipartimento di Biologia Ambientale della Sapienza – Università di Roma e si estende per 12 ettari. Antico parco di Villa Corsini, fu un tempo residenza di Cristina di Svezia. Oggi ospita circa 3.000 specie vegetali differenti, irrigate grazie ai fiabeschi ruscelli provenienti dallo storico acquedotto dell’Acqua Paola.

The Living Chapel panoramica
The Living Chapel (panoramica) – Photo credits: R. Cappelli

The Living Chapel: l’armonia tra uomo e natura

La grande istallazione da il benvenuto appena si varca l’ingresso dell’Orto Botanico. Ideata del compositore australiano-canadese Julian Darius Revie, The Living Chapel si ispira all’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco e all’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Nello specifico, come racconta Revie, nasce dalle parole del Papa che invitano alla ricerca di un’armonia tra uomo e natura:

Mentre parlava di armonia in tutte le sue possibili dimensioni e manifestazioni – come musicista, la parola “armonia” ha uno specifico significato tecnico per me – questa frase si è conficcata nella mia mente e vi è rimasta per un anno e mezzo. Il progetto ha subito numerosi cambiamenti nel suo percorso. In qualche modo sembra che la Living Chapel desiderasse prendere vita.

Le dimensioni si rifanno alla Porziuncola, la cappella di San Francesco all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi. Un piccolo tempio fatto di materiali di scarto in alluminio che vengono attivati da un impianto d’irrigazione a pannelli solari. L’acqua che scorre incessantemente, muove l’articolato meccanismo trasformandolo in uno strumento musicale. La struttura è decorata con migliaia di piante ornamentali, giovani alberi provenienti dalle foreste del centro Europa. Inoltre la Fondazione Archeologia Arborea Onlus ha donato per l’allestimento una collezione di antichi alberi da frutto originari dell’Umbria. L’acqua è dunque fonte di vita primaria per The Living Chapel: anima la struttura di alluminio e anima la vegetazione che la abita.

The Living Chapel esterno
The Living Chapel – Photo credits: P. Bonanzinga

Un virtuoso progetto internazionale

La realizzazione di The Living Chapel è stata affidata a un team internazionale. Il progetto è stato coordinato dall’architetto Gillean Denny. A lei si sono affiancati gli allievi del Dipartimento di architettura della Stuckemen School (Pennsylvania State University) con al timone James Kalsbeek e del Welding & Metal Fabrication Department del Pennsylvania College of Technology, diretto da James Colton. Sequas Ingegneria con l’ingegnere Enrico Grillo e l’architetto Joseph Alan Valia hanno supervisionato i lavori di assemblaggio e le verifiche tecniche del progetto. L’ architetto Consuelo Fabriani – paesaggista e project manager del Museo Orto Botanico – insieme all’ingegnere Enrico Grillo e all’architetto Joseph Alan Valia hanno curato la scelta delle piante e l’allestimento. La fornitura delle piante e la realizzazione dei muri vegetali sono opera di Verde Verticale.

The Living Chapel interno
The Living Chapel – Photo credits: P. Bonanzinga

Una sinergia di musica, arte, architettura e natura che crea un luogo di ricongiungimento e meditazione ma con un intento concreto. The Living Chapel sosterrà infatti il programma One Trillion Tree dell’UNEP e il Progetto Ossigeno della Regione Lazio. Al termine dell’estate le piante che fanno parte dell’istallazione saranno ricollocate in tutta Italia per il ripristino di aree degradate.

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