Venerdì 27 marzo la Camera degli Stati Uniti non ha approvato una legge per finanziare parte delle agenzie del Dipartimento di Sicurezza. Questa avrebbe dovuto porre fine allo “shutdown” che, da oltre un mese, sta creando enormi disagi in diversi settori, dai trasporti alla gestione delle frontiere. In questo caso, si tratta di un blocco parziale, poiché Democratici e Repubblicani non riescono ad accordarsi su una specifica materia, ma il resto dell’amministrazione non ha riscontrato lo stesso problema. La mancanza di finanziamenti sta creando disservizi concreti, come nel caso dei dipendenti della Transportation Security Administration (TSA), l’agenzia responsabile della sicurezza dei trasporti. Essendo rimasti senza stipendio, hanno naturalmente smesso di lavorare, e la mancanza di un numero sufficiente di agenti sta provocando code e attese lunghissime negli aeroporti statunitensi.

Democratici e Repubblicani non trovano l’accordo per porre fine allo shutdown negli Stati Uniti

Fulcro del mancato accordo è il fatto che, nel Dipartimento, rientri anche l’ICE, l’agenzia federale che controlla frontiere e immigrazione, al centro delle polemiche per i suoi modi brutali e per l’uccisione di due persone da parte dei suoi agenti. I Democratici sosterranno la legge sul finanziamento solo dopo l’approvazione di alcune riforme riguardo al suo operato. Chiedono, ad esempio, che i militari lavorino a volto scoperto, ma i Repubblicani hanno rifiutato. Ieri, in realtà, sembrava si fosse raggiunto, almeno in parte, un punto d’incontro. Le due fazioni, infatti, avevano approvato al Senato una legge che prevedeva il finanziamento di tutte le agenzie, eccetto l’ICE e la Guardia di frontiera. L’intesa, tuttavia, si è infranta contro il voto negativo della Camera.

Diversi Repubblicani, infatti, si sono rivoltati contro i loro stessi compagni di partito al Senato, rifiutando l’accordo parziale, e chiedendo di includere tutte le agenzie del Dipartimento di Sicurezza. Mike Johnson, il loro leader alla Camera, ha definito che la legge votata dai senatori come «una presa in giro». Ha annunciato, inoltre, che presenterà una proposta di legge alternativa. Nel frattempo, viista la situazione complicata in tanti aeroporti statunitensi, Donald Trump ha firmato un ordine per pagare i dipendenti della TSA attraverso dei fondi alternativi.

Federica Checchia