Mentre a Gaza si continua incessantemente a morire, il bilancio delle vittime ha sfondato il tetto dei 63mila palestinesi uccisi, compresi oltre 300 a causa della fame, la Casa Bianca con una mossa a sorpresa chiude la porta dell’Onu all’Anp. Il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato la revoca dei visti ai membri dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) e dell’Autorità Palestinese (Anp) in vista dell’imminente Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Le due organizzazioni, recita la nota del Dipartimento di Stato Usa, “devono ripudiare sistematicamente il terrorismo – incluso il massacro del 7 ottobre – e porre fine all’incitamento al terrorismo nell’istruzione”. I suoi rappresentanti devono poi “porre fine ai tentativi di aggirare i negoziati attraverso campagne internazionali, inclusi appelli alla Cpi, e sforzi per ottenere il riconoscimento unilaterale di un ipotetico Stato palestinese”. Richiesta, quest’ultima, che suona beffarda per i responsabili palestinesi con base a Ramallah. “La decisione Usa sui visti è illegale“, tuona il presidente dell’Anp Abu Mazen.

“Ne siamo venuti a conoscenza attraverso i comunicati stampa. Ovviamente daremo seguito alla vicenda. Discuteremo di queste questioni con il dipartimento di Stato, in linea con l’Accordo sulla sede delle Nazioni Unite tra l’Onu e gli Usa”. Cosi’ il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, ha risposto alle domande sull’annuncio di Rubio sulla revoca dei visti ai palestinesi in vista dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. 

In quanto paese ospite della sede delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti non dovrebbero negare i visti ai funzionari che devono partecipare alle riunioni dell’organismo internazionale. Il dipartimento di Stato però ha sostenuto di non aver violato questa condizione, avendo concesso delle esenzioni ai membri della missione dell’ANP all’ONU.

Sulla questione statuale della Palestina è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Noi riteniamo che si possa arrivare a costruire lo Stato palestinese attraverso un’azione simile a quella dell’Unifil, una missione militare sotto le bandiere delle Nazioni Unite e siamo disposti a parteciparvi”, ha detto il responsabile della Farnesina precisando di puntare a “una missione a guida araba”. E sul tema dello stop Ue ai fondi Horizon a Israele, domani sul tavolo del consiglio informale, il ministro si dice convinto che si debba piuttosto “incidere attraverso le sanzioni ai coloni più violenti“.