Musica

Loredana Bertè, le canzoni fondamentali della “Mamma rock” della musica italiana

Loredana Bertè che oggi compie 71 anni, è tra le colonne portanti della musica italiana: una carriera lunga oltre 50 anni durante i quali con le sue canzoni ha provocato, rinnovandosi e rimanendo al passo con i tempi.

Il rapporto con il padre, quello con la sorella Mia Martini, e gli amori tormentati, sono stati tutti tasselli fondamentali che hanno segnato la produzione e dal quale sono emersi veri e propri capisaldi della musica italiana apprezzati da tutte le generazioni.

Loredana Bertè, tra gli autori delle sue canzoni Ivano Fossati ed Enrico Ruggeri

Sei Bellissima

Apriamo la nostra playlist con “Sei Bellissima”, secondo singolo della Bertè datato 1975. Primo grande sucesso della cantautrice (aveva superato le 100mila copie), si ispira alla storia d’amore con il tennista Adriano Panatta. Nel testo emerge tutta la rabbia e la malinconia di un sentimento consumatosi troppo presto. I versi “A letto mi diceva sempre non vali che un pò più di niente” sono stati sostituiti da “E poi mi diceva sempre, non vali che un pò più di niente” in una seconda versione. Tra la cover spiccano quella di Syria presente nell’album “Non Ci Sto” e di Dolcenera contenuta in “Un Mondo Perfetto”

Non Sono Una Signora

Negli anni Ottanta, Loredana Bertè si consacra a grande protagonista della musica italiana con un brano costruito dalla penna di Ivano Fossati, “Non Sono Una Signora”, che raggiunge la seconda posizione della classifica ed ottiene la vittoria del Festivalbar. Un inno alle donne costruito perfettamente sulla figura ribelle dell’interprete “Una per cui la guerra non è mai finita”, come recita il testo. Nella finale della manifestazione creata da Vittorio Salvetti, l’artista si era presentata in abito da sposa sul palco. Sul finale dell’esibizione Loredana inciampa sul lungo strascico e dichiara: “Non sono una signora, questo vestito non lo so portare”.

Il Mare D’Inverno

Tra gli autori che hanno segnato il cammino musicale dell’artista figura anche Enrico Ruggeri. L’ex membro dei Decibel confeziona un brano malinconico ed evocativo nel quale riaffiorano immagini che rimandano alla solitudine che si incastrano perfettamente nella stagione invernale, fino a lasciare il passo al ritorno dell’estate quando “La spiaggia lentamente si colorerà / La radio e I giornali / E una musica banale si diffonderà

Luna

Dopo la scomparsa di Mia Martini, Loredana si presenta al 57° Festival Di Sanremo con un brano “Luna” scritto insieme a Maurizio Piccoli. Il primo verso “E va*******lo luna” era stato censurato e sostituito con “Occhiali neri luna”. Atmosfere cupe pervadono il testo, probabilmente dedicato alla sorella, con la quale aveva ritrovato un rapporto sereno negli ultimi anni. Nel 2006 è stata realizzata una nuova versione insieme a Paola Turci contenuta nell’album “Amici Non Ne Ho…Ma Amiche Si”.

Dedicato

Ivano Fossati e Loredana Bertè incrociano i loro percorsi ed iniziano una collaborazione che porterà grandi successi come “Dedicato” snocciolando un elenco nel quale arrivano sotto i riflettori le figure marginali della società: di playboy infiniti, dimenticati, balordi e sballati. Nella prima versione compariva il verso “Ai politici da fiera” sostituito con “Alla faccia che ho stasera”. “Dedicato” si conclude inoltre con un auto denigrazione “A questo schifo di canzone”. Nel 2002 Elisa e Fiorello hanno eseguito un duetto sulle note del brano durante la trasmissione Stasera Pago Io”

In Alto Mare

Mario Lavezzi, Daniele Pace ed Oscar Avogadro sono le firme di “In Alto Mare”. Anche in questo caso, la Bertè anticipa un nuovo genere mai sentito in Italia: Il funky, che si propaga come delle onde per tutta la durata del pezzo ed esplode nello special, diventando uno dei grandi successi. Il sample è stato ripreso dai 2 Black nel 2006 per l’hit Waves Of Luz

…E La Luna Bussò

Nel 1979 il trio di autori che firmerà successivamente “In Alto Mare”, costruisce un’altra super hit di Loredana: “…E La Luna Bussò”. L’interprete era stata in Giamaica, dove era rimasta affascinata dalla musica reggae ed aveva partecipato al concerto di Bob Marley. Al suo ritorno aveva intrapreso lo studio di questo genere musicale sulla base della discografia dell’artista giamaicano. Il risultato è la creazione di “…E La Luna Bussò”, che ha sancito l’ingresso del reggae in Italia. La protagonista del brano (La Luna) vive una storia di continua ricerca, trovandosi davanti ad una serie di no. Il finale del brano raccoglie un messaggio di speranza:

 Allora giù senza bussare
Tra le ciglia di un bambino
Per potersi addormentare
E allora giù fra stracci e amore
Dove è un lusso la fortuna
C’è bisogno della luna

Anima Carbone

“È il mio lato oscuro che combatte con quello solare”, in un’intervista aveva raccontato così la sua “Anima Carbone”. Il testo più poetico dell’ultimo album, LiBertè . Un manifesto rock attuale dell’artista che esplode nell’inciso urlato:

E Giro nuda sotto un’acquazzone
Senza divisa e più nessun padrone
Come la vita fosse solamente
Una battuta divertente
E perché ogni passo accorcia la distanza
Per quanta strada ancora avanza

Immagine di copertina – Ph © G. Squatriti

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nickyabrami

Siciliana trapiantata a Roma. Abbandonati gli studi universitari, ho girato e giro in lungo e largo l'Italia per amore della musica e per passare qualche giorno in compagnia dei miei amici e di un buon bicchiere di vino. Ho collaborato con magazine musicali scrivendo live report su vari artisti italiani e stranieri e da gennaio 2017 ho occhi solo per Metropolitan Magazine
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