Cinema

Loredana Bertè nonna rock, esotica e libera!

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Quando si pensa al nome di Loredana Bertè, vengono in mente molte canzoni. Tra queste trionfa l’iconica hit “Non sono una signora“. Si tratta di brano pop musicale, scritto nel lontano 1982 da Ivano Fossati.
Loredana potrebbe riassumersi nel flusso di canzoni che continuano a farsi conoscere anche alle nuove generazioni grazie alla radio e alla televisione italiana.

E’ una donna che ha conosciuto il disagio e che attraverso esso ha plasmato il suo carattere, facendo dei limiti, dei timori e dei dolori, punti di forza per emergere.
Ciò che non uccide fortifica e Loredana questo lo sa bene.

Loredana Bertè photo credits Pinterest
Scatto fotografico di una diva, una donna senza tempo, Loredana Bertè-photo credits: Pinterest

“Mia madre si è sposata a 15 anni ed era una bambina, non è stata una madre, c’ha lasciate me e Mimì in mezzo ad una strada. Io e lei abbiamo comprato una casa con i soldi che avevamo cominciato a guadagnare e l’abbiamo intestata a lei. Mia madre l’ha venduta senza dirci niente e l’ho scoperto quando ho cercato di tornare a casa mia dopo un anno negli Stati Uniti. Sono andata al suo funerale solo per vederla sotterrare”.

Quando aveva nei capelli, la luce rossa dei coralli

La vita di Loredana Bertè è fatto ormai noto. Nata in provincia di Calabria nel 1950, da due insegnanti, un professore di latino e greco e una maestra elementare, Loredana cresce in una famiglia molto rigida e disturbata da un punto di vista psicologico. Come dichiarato anni dopo, il padre, Giuseppe Radames Bertè, era un uomo piuttosto violento, la madre invece Maria Salvina Dato, una donna assente e disturbata.

Loredana Bertè e la sorella Mia Martini-photo credits: stonemusic.it
vLoredana Bertè e la sorella Mia Martini-photo credits: stonemusic.it

“Collettoni e Collettini”

Come ha dichiarato spesso la rock star calabra, il periodo nella capitale è stato il periodo più felice, complice il destino che la vuole entrare a far parte della celebre discoteca “Piper Club” di Roma come ballerina. Proprio dai primi passi così nel mondo dello spettacolo, Bertè conosce Renato Zero, una figura amica, complice del suo modo di vedere l’arte ed importante in tutta la sua vita. Loredana viene presa nel corpo di ballo “Collettoni e Collettini“, gruppo che accompagnava Rita Pavone nelle sue prime esibizioni. Inizia cos’ a lavorare insieme al regista Gino Landi ed il coreografo Don Lurio.

Per un Pugno di Samba

Nel 1970 Loredana Bertè debutta in campo musicale come corista per l’album di Chico Buarque, insieme alla sorella. Si tratta di una canzone, “Per un Pugno di Samba arrangiata dal maestro delle colonne sonore da film, Ennio Morricone e prodotto da Sergio Bardotti.

Oltre la collina

Loredana debutta quindi casualmente, perchè come ha spiegato in varie interviste, cantare non era il primo dei suoi pensieri.
Tuttavia l’esordio musicale arriva e prosegue un anno dopo, nel 1971 quando prende parte anche nel coro del singolo d’esordio della sorella “Oltre la collina“.

Loredana Bertè
Scatto iconico di Loredana Bertè-photo credits: web

“Sei Bellissima”

Loredana Bertè diviene per tutti Loredana nel 1975 dopo il singolo “Sei Bellissima“, successo di pubblico all’unisono, sound che valorizzava le sue particolari doti canore, successo commerciale enorme che la consacrerà per sempre a regina della musica pop italiana. La hit prendeva ispirazione dal successo di un altro big della musica italiana, Riccardo Cocciante in “Bella senz’anima“. Il successo di questa rock star verrà però sempre scandito da molti rumours sulla sua vita privata e dalla censura che giudica spesso i suoi testi come eccessivi e provocatori.

Un amore super

Nella vita lontano dal palco Loredana s’innamora ben presto dell’ex tennista italiano Adriano Panatta, successivamente vive un flirt con il bassista dei Pooh, Red Canzian.
Sarà totalmente coinvolta in una lunga relazione con Mario Lavezzi. L’amore con quest’ultimo la coinvolge anche sul piano artistico e professionale, infatti insieme lavoreranno all’uscita del suo secondo albumNormale o Super” del 1976.

Loredana Bertè, Umberto Tozzi e Mario Lavezzi- photo credits: corriere.it
Loredana Bertè, Umberto Tozzi e Mario Lavezzi- photo credits: corriere.it

E la Luna Bussò

Nel ’79, Loredana Bertè sfonda nuovamente le classifiche italiane con la hit “E la luna Bussò” , scritta dal paroliere e compositore italiano Daniele Pace e prodotta dal compagno Lavezzi. Loredana lancia non solo una canzone di grande successo e fama ma un nuovo genere per l’Italia di quegli anni: Il reggae! Il singolo resta nelle classifiche infatti per ben 22 settimane e verrà accolto persino dai paesi sudamericani ed europei.

“È tutto merito della curiosità: se non c’è, è inutile che tu salga su un palco. E la luna bussò nacque dopo un viaggio in Giamaica. Come uscii dall’aeroporto, vidi un fiume di persone con i dreadlocks; le seguii finendo in uno stadio: su un palco c’era Bob Marley. Ancora in Italia non lo conosceva nessuno, ma io mi comprai tutti i dischi per studiarli a fondo”.

Pasta Queen!

Dal reggae Loredana si lancia letteralmente di genere in genere e ad inizio anni ’80 implode con “In alto mare”, funky sound che la fa migrare letteralmente negli Stati Uniti. In America Loredana si apre a nuove amicizie stimolanti e senza ombra di dubbio artisticamente interessanti. E’ la volta della band che la seguirà anche nei suoi successivi live come i Platinum Hook, poi Andy Warhol e la sua The Factory. Quest’amicizia la porta a comporre il brano “Movie/La Goccia” in 45 giri, per conto dell’etichetta discografica CGD.

In foto bianco e nero Loredana Bertè e Andy Warhol; si racconta che il genio della pop art all'epoca, nel lontano 1976 avesse scambiato la cantante per una bravissima barista di cappuccini-photo credits: thesocialpost.it
In foto bianco e nero Loredana Bertè e Andy Warhol; si racconta che il genio della pop art all’epoca, nel lontano 1976 avesse scambiato la cantante per una bravissima barista di cappuccini-photo credits: thesocialpost.it

Galeotta caffetteria Fiorucci

L’amicizia con Andy Warhol nasce nella Grande Mela di metà anni ’70 in occasione di feste ed inaugurazioni dei negozi targati Elio Fiorucci. All’epoca Loredana Bertè era solita essere ospite d’onore, presenziando a qualsiasi evento dello stilista italiano. Leggende dal web raccontano così dell’amicizia sorta tra il genio della pop art e la rock star calabrese, in seguito ad una simpatica gag nata tra i banconi della caffetteria dei grandi store Fiorucci. Da una gag nasce un amicizia ed Andy chiamerà Loredana “Pasta Queen”!

All’ interno c’era anche un grande spazio relax, con caffetteria. Tutti i pomeriggi arrivava Warhol a bersi il cappuccino e se non c’era nessuno dietro al bancone, glielo facevo io. Finché un giorno gli dissero che non ero la barista, bensì una cantante famosa in Italia“. “Ero io a far da mangiare: ma mentre sui primi me la cavavo bene, per i secondi telefonavo in Italia e mi facevo spiegare le ricette al telefono“.

A questo punto Loredana Bertè è già storia e la sua arte circola in tutta la Spagna, la Francia, in Germania e Paesi Bassi.

Successi discografici a parte, cinema maestro!

Successi discografici a parte, forse non tutti sanno che Loredana Bertè lavorò anche nel mondo del cinema come attrice, anche se il fuoco sacro ardeva di fatto per il mondo della musica. Tra il 1970 infatti e il 1976, Loredana partecipa a ben quattro produzioni cinematografiche: “Quelli Belli…Siamo Noi” di Giorgio Marluzzo, “Il Padrone e L’Operaio” di Steno, “Movie Rush-La febbre del cinema” diretto da Ottavio Fabbri ed infine “Attenti al Buffone” di Alberto Bevilacqua. In Attenti al Buffone, Loredana recita insieme a Mariangela Melato, Nino Manfredi,

La Famiglia Addams

Come se non bastasse Loredana si è cimentata anche nel ruolo di doppiatrice sul grande schermo per il film d’animazione “La Famiglia Addams“. In particolare ha prestato la voce al personaggio della nonna rock. Un personaggio ribelle, rivoluzionario, progressista e a capo di una rock band.

“E’ stata un’esperienza trascendentale che mi ha fatto bene perché mi ha tolta dal mio mondo. E sto pensando che forse, ho trovato un nuovo lavoro, perché il doppiaggio mi piace tantissimo”

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Silvia Pompi

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