MetroNerdVideogames

Lost in Random Recensione, non c’è dado che tenga

Adv

La randomicità su cui si basa Lost in Random, oggetto di questa recensione, è tanto affascinante, quanto studiata e… poco randomica. Il videogioco di scuderia EA Originals infatti brilla maggiormente nei comparti che si affidano di meno alla sorte, e di più all’ingegno, alla fantasia e alla tecnica. Mentre si perde, non poco, quando tenta il lancio dei dadi dello sviluppo, e prova a discostarsi da scelte forse meno originali, ma più rodate. Ciononostante, sto per scrivervi le ragioni per cui Lost in Random vale in pieno il prezzo del biglietto di ingresso. E potrebbe addirittura strapparvi qualche sorrisetto sorpreso, un paio di Wow, e lasciarvi abbastanza soddisfatti da volerne ancora.

Lost in random recensione

Lost in Random Recensione, this is halloween 

Le parole che sto per scrivere hanno tanto potere positivo per alcuni, quanto negativo per altri. Lost in Random è di fortissima ispirazione TimBurtoniana. Il celebre regista di Edward Mani di Forbice, Nightmare Before Christmas e altre pellicole di discutibile qualità (Dumbo irl BRRR) è indubbiamente l’ideatore di uno stile teen-horror a tinte pastello che ha ispirato diverse generazioni di artisti e creator. Il cartone animato in stop motion di Disney, in particolare, è dotato di una carica immaginifica creepy tanto attraente da essere stato emulato anche al di fuori del media cinematografico. Little Nightmare 1 e 2, e la saga dark sanguinosa e macilenta di Alice in Wonderland scritta e sviluppata da American McGee sono esempi videoludici chiari dell’influenza Burtoniana. E, guarda caso, sono entrambi esempi positivi. Che lo stile di Tim Burton funzioni meglio nei videogiochi che nel cinema?

Dissing al multimiliardario e geniale Burton a parte, anche Lost in Random fa un buon uso delle citazioni e dell’immaginario distorto, ai limiti del Croenenberghiano, di Tim Burton. Tanto che i personaggi, le ambientazioni, lo stile artistico generale sono l’elemento che funziona meglio di tutta la produzione Lost in Random. A patto, ovvio, che questo stile vi piaccia. Lo scrivevo poco più su: il taglio “paura infantile”, le deformazioni grottesche dei tratti somatici e degli arti, le mostrificazioni varie ed eventuali di Lost In Random sono davvero MOLTO Burtoniane. Quasi da superare la semplice citazione, e assurgere all’omaggio. Pertanto, i No Burton là fuori faranno meglio a tenersi ben lontani da Lost in Random, dal prosieguo di questa recensione e dal circo in città. La sola vista di un elefante potrebbe scatenare spiacevoli ricordi di un film che distrugge un classico dell’animazione…

Lost in random recensione

La lore del caso 

Non intesa come “di questo caso”, ma del “caso”, della casualità, randomicità, opinabilità (quasi, ma mi sto allontanando troppo dal punto). Se infatti le ambientazioni e il design grafico e sonoro (le musiche di Lost in Random sono tutte stupende) contribuiscono molto al successo di Lost in Random come gioco, sono gli aspetti narrativi a chiudere il cerchio con eleganza e sapienza. E intendo tanto la narrazione esplicita, quindi la storia di Even (pari) e Odd (dispari); due sorelle separate dalla decisione arbitraria e scorretta di una regina malvagia che basa ogni sua scelta su un tiro di dado magico (non Knorr). Quanto la narrazione ambientale, o per meglio dire la Lore. 

Del resto, se funziona l’ambiente e la sua resa estetica, è più facile che la storia di come il mondo di Lost in Random sia diventato preda delle grinfie della dispotica sovrana sia interessante da scoprire. Tuttavia, in questa recensione di Lost in Random, non intendo svelarvi nulla di quanto scoprirete leggendo i dialoghi con gli NPC, o ascoltando i monologhi quasi onirici del narratore onniscente. La cui calda voce anglofona (niente doppiaggio Italiano) vi accompagnerà per tutta l’avventura; intervallata dai battibecchi dei protagonisti, tutti rigorosamente ben doppiati. Giocate, e scoprirete da soli perchè amo i dettagli del funzionamento di un mondo monarchicentrico basato sul concetto di “caso” e su ogni sua possibile sfaccettatura ludica e azzardistica.

Lost in Random Recensione, non c'è dado che tenga

Lost in Random Recensione, action adventure  with a twist 

Lost in Random è fondamentalmente un action adventure in terza persona vecchio stampo. Ci sono quindi tutti i classici elementi caratteristici del genere; come sezioni simil-platform lineari, combattimenti con mob e Boss ed esplorazione del mondo di gioco (diviso in sei Reami, come le sei facce di un dado). 

Poi, ci sono gli elementi derivativi, e le innovazioni vere e proprie, basate sulla Lore di Lost in Random e sulla sua trama. Tutto cambia, infatti, nel momento in cui Even, la protagonista, dopo essersi messa in cerca della sorella rapita si arma dapprima con una semplice fionda. Quindi, con un dado magico parlante che capisce solo lei; e che immagazzina al posto della ragazzina tutte le carte magiche che raccoglie, permettendole così di sfruttarne i poteri in battaglia. 

Lost in Random Recensione, non c'è dado che tenga

Dadi truccati

Even, da sola, è poco più pericolosa di una zanzara. Ma la sua fionda può colpire con precisione i cristalli che animano i suoi nemici, che nutrendo il dado magico gli consentono di materializzare il contenuto delle carte di Even. Ora una spada, ora un arco e delle frecce. Ora una bomba che esplode a contatto, una pozione curativa e tanto tanto altro. Funziona così: ogni carta nel corpo del dado compagno di Even compone un mazzo, liberamente personalizzabile dal giocatore. Quindi, colpendo i cristalli, si accumulano punti e si pescano carte dal mazzo durante le battaglie. Infine, lanciando il dado si ottiene un punteggio da 1 a 6, che corrisponde ai punti utilizzabili dopo il lancio per usare il potere delle carte. 

Da action, quindi, Lost in Random tenta di derivare a strategico, dato che dopo il lancio e fino all’azione di offesa successiva, il tempo i torno a Even si ferma. Purtroppo, però, questa recensione vi svelerà un segreto: costruire un buon mazzo con una strategia, in Lost in Random, non serve a nulla. I nemici, tutti, sono facilmente abbattibili anche con le carte base che si ottengono a inizio avventura. E l’unico vero motivo per collezionare carte e costruire mazzi, è variare un gameplay che, altrimenti, rimarrebbe statico decisamente troppo a lungo. Peccato, perchè le carte con design ed effetti peculiari non mancano. A non esserci, però, sono nemici contro cui valga la pena usufruirne.

Giocato su Nintendo Switch 

Ho testato Lost in Random su Nintendo Switch, senza notare Particolari cali di frame rate, o difetti tecnici inficianti per godibilità del titolo. Tuttavia, confrontandolo con la versione PS5 è evidente che il downgrade grafico è stato intenso, e forse anche in parte immotivato. La Switch, infatti, si è dimostrata capace di prodezze tecniche invidiabili. E Lost in Random, invece, si è limitato a fare il compitino, e togliere elementi finchè il gioco non fosse risultato stabile. Missione compiuta. Ma il prezzo da pagare, specialmente in alcune ambientazioni i quando ci sono esplosioni o effetti speciali pirotecnici a schermo, è stato alto. 

Lost in Random Recensione, non c'è dado che tenga

Lost in Random Recensione, in conclusione: oh, a me è piaciuto 

Non ho parlato sempre bene di Lost in Random nel corso di questa recensione. Ciononostante, posso affermare che il gioco mi è piaciuto. Mi ha catturato con il suo immaginario favolesco e distorto. Mi ha coinvolto con la sua storia semplice ma efficace, che affonda le radici in una lore solida, sfaccettata e interessante da scoprire. Poi, purtroppo, mi ha anche un po’ deluso, dandomi da affrontare scontri tecnicamente ben congegnati (i colpi inferti o subiti si sentono, sono fisici). Ma insipidi, se non richiedono di sfruttare l’elemento cardine del gioco, la randomicità e la costruzione del mazzo di carte, appieno. 

Se passerete sopra a questa leggerezza, che potrebbe essere anche voluta per abbassare l’età minima di giocabilità, per soli 30 Euro circa potrete scaricare sulla vostra console un titolo divertente, misterioso e, per certi versi, fanciullesco. Con uno stile grafico difficile da gestire senza scimmiottare la fonte, o senza adagiarvisi sopra con eccessiva precisione. Lost in Random, quindi, che siate su Switch o su PS5 non è un capolavoro. Ma di sicuro è un videogioco di pregevole fattura, che merita l’attenzione dei fan del genere action adventure.

LOST IN RANDOM RECENSIONE | TESTATO SU NINTENDO SWITCH 

+Ambientazioni favolesche, dark e stridenti di ottima fattura 
+Musiche eccellenti
+Lore affascinante
+Durante le battaglie i colpi “si sentono” bene, ma…

-…le lotte sono troppo semplici, per cui…
-… la meccanica delle carte e della costruzione dei mazzi è fine a sè stessa
-Il porting funziona, ma i compromessi grafici sono tanti ed evidenti 
-Level design un po’ piatto 

VOTO: 7.9 

Adv
Adv

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
Adv
Back to top button