Girava voce da un bel po’ che McQueen (ex Alexander) fosse in vendita ma il CEO di Kering, che sta tentando di salvare il bilancio del gruppo, è chiaro: il brand non è in vendita. Sicuramente nell’ampio piano del manager, ex punta di diamante di Renault, ci sono parecchi cambiamenti. Dopo aver ceduto L’Oréal, ha deciso di riorganizzare il brand inglese. Questo ha compreso chiusure di negozi, cambiamenti nel quartier generale londinese e della produzione italiana. Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta e le griffe riunite nella divisione Altri Marchi, come Brioni e Balenciaga, attendono ancora di conoscere il piano a loro destinato, ma De Meo non ha dubbi per McQueen.

Luca De Meo conferma: Kering non vende McQueen

 Proprio lo scorso 10 febbraio il manager italiano ha dato la sua opinione sulla situazione del marchio. “In casi complessi come quello di McQueen, dove il brand registra perdite significative, la soluzione è molto semplice: dobbiamo ristrutturare. Dobbiamo riportare McQueen a un livello accettabile in termini di costi di struttura e investimenti. Poi, più avanti, vedremo che cosa farne”. E ha aggiunto: “Per chi guarda sotto il cofano, non credo ci siano molti potenziali acquirenti”. Ha anche parlato di valore: “Il brand vale, diciamo, il 5%, ma con perdite pesanti. Io faccio business, guardo la performance finanziaria. È quello che ho detto al personale in Italia. Che cosa vi aspettate da me? Non faccio beneficenza, gestisco un’azienda. Se non vediamo la capacità di tornare entro due o tre anni, bisogna agire”.

Non si è fatto problemi a sottolineare gli errori del precedente team di gestione di McQueen. “Il marchio è stato trattato con l’attenzione che si riserva ai brand molto grandi”. Infatti, con 135 negozi a gestione diretta, disponeva di una rete non allineata alla sua reale posizione sul mercato. “È un brand per il quale le sneaker hanno rappresentato fino all’80% dell’attività. Questo può averne occultato il potenziale reale e giustificato gli investimenti. Ma quando la tendenza sneaker rallenta, il livello dell’acqua si abbassa e affiorano scogli che si sgretolano. Non significa che la label non abbia potenziale. Va rifocalizzato”.

Marianna Soru