Calcio

Lukaku shock: “23 giocatori su 25 malati a gennaio”

Lukaku esce allo scoperto con una dichiarazione che getta un’ombra inquietante sul mondo del calcio. L’attaccante belga racconta di ben 23 giocatori ammalati già nel mese di gennaio, quindi ben prima del lockdown imposto per via del Coronavirus.

Il racconto di Lukaku

Il giocatore dell’Inter, Lukaku, si lascia andare a dichiarazioni sorprendenti e preoccupanti. Durante una videochiamata con l’amico Mertens (attaccante del Napoli) e la moglie (Kat Kerkhofs), l’attaccante ex Manchester United parla del periodo dopo la settimana di riposo di dicembre.

“Al rientro 23 su 25 giocatori erano malati”, questa è la frase che dichiara il giocatore. A riportare il racconto è Sport Mediaset che continua a riportare le parole spaventose dell’attaccante nerazzurro.

Il belga si sofferma anche sul match disputato contro il Cagliari del collega belga Nainggolan. In quella partita giocata in casa un difensore nerazzurro dovette abbandonare il campo dopo 25 minuti per evitare di svenire. Lukaku parla anche della situazione del resto della squadra, affermando che anche gli altri compagni giocavano con tosse e febbre.

Lo stesso giocatore afferma di essersi sentito più caldo del solito durante il riscaldamento. Per questo motivo il belga ha preferito tornare a casa invece di presenziare alla cena con gli ospiti di Puma.

Difficile sostenere se fossero gli effetti del Coronavirus, ma la confessione del giocatore dell’Inter evidenzia come ci fosse pericolo ancor prima del lockdown.

Famiglia e futuro

Lukaku ha donato 100.000 euro per la lotta al Coronavirus. Un gesto importante per un giocatore che si è subito innamorato dell’Italia. Il primo pensiero, in questo momento di difficoltà, per la madre e per il figlio (attualmente lontani).

L’attaccante belga si preoccupa molto per entrambi e vorrebbe al più presto portarli in Italia (una volta finito questo periodo). Nonostante il momento, Lukaku ha le idee chiare per il suo futuro. Ora pensa solo alla maglia che indossa, ma non nasconde la voglia di tornare all’Anderlecht e di chiudere la sua carriera lì.

Afferma anche di non voler diventare allenatore, ma che attualmente si preoccupa di seguire un corso di formazione. Finita la carriera vorrebbe viaggiare in giro per il mondo.

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